Rivoluzione americana

Il primo atto che portò alla nascita della nazione Americana fu l’arrivo in America dei padre pellegrini che si stabilirono nelle coste dell’Oceano Atlantico.
I padri pellegrini erano dei puritani che erano perseguitati in madrepatria ed emigrarono in America per costruire una nuova società dove fosse possibile praticare la propria religione in pura libertà. Essi erano protestanti estremisti che volevano rigore nella condotta dell’individuo.

L’emigrazione verso l’America non coinvolse solo i britannici ma anche altri abitanti dell’Europa settentrionale. Questa nuova società sarebbe stata un crogiolo di gruppi etnici e religiosi basati sui valori dell’uguaglianza e della tolleranza.
Oltre ai bianchi, c’erano i neri, provenienti dall’Africa e ridotti in schiavitù e i nativi “Pellerossa” o “Indiani”.

I possedimenti inglesi nel Nord America erano organizzate in 13 colonie:
• Colonie settentrionali: fondate su comunità agricole puritane chiuse e tradizionaliste;
• Colonie centrali: prosperavano grazie al commercio agricolo ed era una comunità poco omogenea dal punto di vista etnico e religioso per via delle diverse confessioni;
• Colonie meridionali: erano ancora basate sull’agricoltura con lo sfruttamento dei schiavi neri.

Ma le colonie avevano alcuni elementi in comune:
• Nella società dei coloni c’erano differenze di ricchezza che non derivano dal ceto sociale. Vi era un’elevata mobilità sociale, quindi tutti potevano migliorare le proprie condizioni di vita;
• Erano presenti in tutte le colonie delle assemblee ed istituzioni elettive;
• In nessuna colonia erano ammesse al voto le donne , i neri e i nativi.

Le colonie godevano di una certa autonomia e il re nominava un governatore che tutelava gli interessi della madrepatria.
Il commercio era controllato dal governo inglese col protezionismo, quindi venivano imposti dei dazi per proteggere i prodotti.
Si potevano esportare prodotti verso l’Inghilterra con navi inglese ed era vietato per i sudditi americani produrre in proprio dei beni considerati indispensabili per l’economia inglese o importarli in altri stati che non fossero l’Inghilterra.

Lo scontro con la madrepatria iniziò con l’imposizione della “Legge sul Bollo” ossia il pagamento di una tassa sui giornali e altri documenti.
Il popolo americano si rifiutò basandosi sul principio “no taxation without representation”, quindi non può essere tassato chi non gode di rappresentanza politica.

Le colonie si ribellarono per ottenere l’indipendenza e per difendere i principi di libertà ed uguaglianza.
Il 4luglio 1776 i rappresentanti delle colonie approvarono la “Dichiarazione di indipendenza” che rompeva i rapporti con l’Inghilterra e nel 1783 dopo la guerra tra colonie e inglesi, vide il successo dei coloni americani anche grazie all’appoggio di Francia e Spagna.

L'organizzazione dello stato

Gli Stati Uniti sono una federazione (unione di stati che dà luogo a un vero e proprio stato unitario dal quale i membri non possono separarsi e che garantisce ampie autonomie e la possibilità di elaborare leggi su determinate materie).

I poteri sono divisi per evitare che il potere si possa concentrare nelle mani di una sola persona o di una sola istituzione:
• Il potere legislativo (elaborare e approvare le leggi): era esercitato da due Camere: la Camera dei rappresentanti e il Senato.
• Il potere giudiziario (giudicare i reati e applicare le pene previste): fu affidato alla Corte suprema federale.
• Il potere esecutivo (applicare le leggi): esercitato dal presidente della Repubblica

Parte integrante della Costituzione sono i dieci emendamenti contenuti nella “Dichiarazione dei Diritti” e che si basano sul principio di eguaglianza tra i cittadini.

Il west

Con l'assestamento delle istituzioni ricominciò l'espansione verso Ovest e in pochi anni nacquero tre nuovi stati (Vermont, Kentucky, Tennessee).
Le terre dell’Ovest erano abitate dai Pellerossa che furono le principali vittime della conquista del West.

Il governo statunitense tentò di stipulare contratti con i nativi che garantissero loro spazi per conservare le loro tradizioni, ma questi trattati furono disattesi dai coloni che penetrarono nei loro territori, provocando massacri e conflitti.

L’esito degli scontri fu sfavorevole agli indiani perché gli europei avevano armi più efficienti, quindi la popolazione nativa venne sterminata.
Dopo gli scontri, i nativi furono costretti a vivere nelle riserve, ma la causa principale dell’estinzione delle tribù non fu la guerra. Molti si lasciarono morire anche per malattia.

La dichiarazione di indipendenza

Si fondava su 4 concetti:
1. Diritti naturali dell’uomo sono inalienabili, non possono essere tolti a nessuno;
2. Il governo nasce da un patto tra i cittadini, i quali affidano loro il compito di difenderne i diritti fondamentali;
3. Laicità dello Stato: lo Stato deve garantire una piena libertà alle religioni;
4. Diritto del popolo di ribellarsi nel momento in cui il governo viene meno alla funzione per il quale è stato creato o calpesta i diritti dell’uomo.

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