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-Le Riparazioni di Guerra e le Relazioni Economiche Internazionali-

La chiave della ripresa economica che si registra nella seconda metà degli anni ’20 sta nel modo in cui vengono risolte le riparazioni di guerra che gli Stati vincitori hanno chiesto alla Germania.
I paesi vincitori avevano chiesto alla Germania 132 miliardi di marchi come riparazione per i danni causati dalla guerra; lo Stato Tedesco però non può saldare questa cifra con le sue sole risorse.
Questi soldi sarebbero poi stati reinvestiti dalla Francia, Regno Unito ed Italia per saldare i debiti con gli Stati Uniti; questa idea però è bloccata all’origine dall’impossibilità della Germania di dare i risarcimenti richiesti.

La Repubblica Tedesca tenta di mostrare che è impossibilitata a pagare la cifra richiesta e cerca di ottenere qualche sconto.
Inoltre decide di incoraggiare la svalutazione del marco, continuando a stampare cartamoneta, in modo da evitare che il peso dei risarcimenti cada sui contribuenti e quindi faccia aumentare il prelievo fiscale e faccia diminuire la spesa pubblica.

Quest’operazione incentiva quindi l’inflazione, ma ha pure effetti positivi sul debito pubblico tedesco: gli investitori che avevano comprato le cartelle di prestito, ora, con la svalutazione del marco, si vedono ricevere solo una piccolissima parte dei soldi da loro usati per acquistare queste cartelle di prestiti; con ciò il governo tedesco si alleggerisce del debito pubblico, ma molti risparmiatori vengono duramente colpiti.

Mentre il governo tedesco cerca una soluzione per pagare il risarcimenti, nel gennaio del 1923 gli eserciti Francese e Belga occupano la Ruhr, un distretto industriale importantissimo per l’economia tedesca.
La risposta tedesca all’occupazione militare della Ruhr è il completo blocco della produzione in quella zona; ciò obbliga a stampare ulteriore cartamoneta per sussidiare le famiglie dei lavoratori della Ruhr, cosa che fa salire alle stelle l’inflazione.

La situazione si sblocca nell’autunno del 1923, dopo che il governo tedesco riceve rassicurazioni sul modo di pagare i risarcimenti di guerra, infatti la produzione di carta moneta viene bloccata, i capitali esteri degli imprenditori vengono fatti rientrare in Germania, la spesa pubblica viene tagliata, vengono aumentate le imposte.
Tutto ciò porta alla rivalutazione del marco nell’agosto del 1924 ed in questo modo viene fermata l’inflazione.

Questa soluzione della crisi tedesca è favorita dal Piano Dawes, deciso durante la Conferenza Internazionale per le Riparazioni di Guerra di Parigi del gennaio 1924.
Il piano prevedeva la rivalutazione del marco, la dilazione (“rateizzazione”) del pagamento dei risarcimenti da parte della Germania e, soprattutto, la possibilità, da parte sempre della Germania, di ottenere prestiti internazionali.

Quest’ultima decisione permette alle banche o alle aziende statunitensi che dispongono di eccedenze finanziarie, di investire nei titoli della Repubblica Tedesca.
Così arrivano in Germania grandi quantità di capitali, che permettono il pagamento delle riparazioni a Francia, Regno Unito ed Italia, che a loro volta ora possono pagare i loro debiti agli USA, che, di nuovo, rinvestono questo capitale in Germania ed il ciclo continua.
Questo meccanismo è poi perfezionato nel giugno 1929, quando una nuova Commissione Internazionale, presieduta da Owen Young, che approva il ‘Piano Young’, il quale prevede il pagamento da parte della Germania di 2 miliardi all’anno per 58 anni.

Tutta questa operazione consente all’economia europea una buona ripresa tra il 1925 e il 1929.

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