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LE RIFORME SOCIALI DELLA SINISTRA STORICA

La sinistra storica dal punto di vista della società tende a rimarcare il suo distacco dalla destra e dai suoi provvedimenti di governo promuovendo forti azioni di rottura, come l’inchiesta Jacini (dal nome del deputato milanese che promosse questa inchiesta e si occupò di questa): la sinistra si era resa conto del grande divario economico e sociale che persisteva tra sud e nord Italia, accentuato dal fenomeno del brigantaggio, e istituì tale inchiesta per indagare i motivi che avevano portato al brigantaggio. Se da un lato quindi tale inchiesta poteva dimostrare l’interessamento verso il sud per far capire che c’era la volontà di risolverlo dall’altra poteva anche essere un modo per dilungare la questione e rimandarla ad un tempo indefinito.
In seguito i governi di sinistra decidono di intervenire su alcune norme della legge Casati con quella Coppino (sempre dal nome di un deputato) dotando di un certo numero di fondi i comuni per gestire l’istruzione, che divenne quindi priorità della sinistra, a differenza di ciò che aveva fatto la destra istituendo l’istruzione obbligatoria senza fornire i comuni di mezzi per sostenere le spese che ciò avrebbe comportato.

LE RIFORME ECONOMICHE DELLA SINISTRA STORICA

Dal punto di vista economico la sinistra storica invertì decisamente la rotta rispetto alla destra, togliendo la sua politica liberista e accorgendosi che l’economia italiana, in una fase di sviluppo embrionale, aveva bisogno di aiuti: tale politica da una parte portò lo stato a voler aiutare le industrie nascenti come la Olivetti o la Fiat utilizzando delle commesse statali per aumentare gli introiti e dall’altra il protezionismo poteva diventare negativo perché anche le altre nazioni da cui l’Italia acquistava materie prime per l’industria potevano imporre dei dazi doganali.
Ciò accadde con la Francia ed il governo dovette alla fine cedere rinunciando ad alcuni dazi, poiché l’economia non era autosufficiente soprattutto in campo agricolo. I lati negativi di tale politica aumentarono con il trasformismo perché l’industriale, capendo che con le commesse statali poteva realizzare il guadagno di un anno, non punta più ad investire i soldi per migliorare la qualità dei prodotti ma utilizza dei soldi per corrompere un uomo di potere, facendogli capire che la commessa statale doveva essere presa dalla sua azienda anche se non era il prodotto migliore, aumentando il fenomeno dei do ut des e facendo nascere le prime imprese con tale mentalità

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