Genius 5605 punti

La ribellione dell'India

L’India divenne un territorio inglese e nacque l’impero coloniale britannico. A metà dell’Ottocento era avvenuta la rivolta dei sepoy, che erano dei soldati indiani reclutati per lavorare a fianco della Compagnia delle Indie che avevano massacrato molti inglesi. L’Inghilterra allora intervenne e decise di trasformare l’India in un possedimento diretto della corona inglese. A metà dell’Ottocento l’Inghilterra arrivò a controllare due terzi del mondo. Aveva il predominio sull’esportazione di tutti i prodotti lavorati, la prima flotta commerciale e la prima flotta da guerra del mondo. Londra inoltre divenne il centro dell’economia mondiale con la nascita della City e la sterlina era la moneta di riferimento per gli scambi internazionali. Dagli anni quaranta dell’Ottocento in poi in Inghilterra si alternavano i conservatori e i liberali. Nacquero in questo periodo i partiti moderni, i quali cercavano di darsi un’organizzazione nazionale. Negli anni quaranta i Whigs abolirono le corn laws e venne quindi introdotta la libertà di commercio. I principali esponenti politici del tempo erano William Ewart Gladstone, che era a capo dei liberali, e Benjamin Disraeli, che era al comando dei conservatori. La libertà di commercio garantì un periodo di benessere. Nel 1877 venne fatta una nuova riforma elettorale che ritoccò nuovamente le circoscrizioni elettorali e allargò ulteriormente il diritto di voto raddoppiando nuovamente il numero degli aventi il diritto al voto che passarono dal 4% all’8% della popolazione. Nel 1877 venne addirittura introdotta la possibilità di estendere il diritto di voto alle donne anche se poi questa idea venne accantonata. In Inghilterra nacquero i primi movimenti femministi come quello delle suffragette, che chiedevano di poter votare. Il movimento cartista fu un movimento che si organizzò intorno alla Carta del popolo, che era un programma per rendere ancora più democratica la società inglese e che aveva come proposte principali il suffragio universale maschile, l’abbandono delle pratiche clientelari, la segretezza del voto e la promulgazione di norme severe contro la corruzione. Il movimento cartista promosse delle proteste pacifiche per ottenere le concessioni espresse nella Carta del popolo, ma non ci riuscì. Il movimento cartista fu molto importante perché espresse sempre le proprie richieste senza mai ricorrere ad atti di violenza. A lungo andare le richieste dei cartisti iniziarono a essere considerate e vennero poi esaudite.

Registrati via email