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Dopoguerra e divisione del mondo

Dopo la guerra l’Europa uscì in condizioni disastrose.
Nel 1945 nacque l’ONU, che aspirava all’uguaglianza delle nazioni.
I nuovi confini furono decisi dai carri armati.
Stalin temeva che i paesi capitalisti aggredissero l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti temevano l’espansione del comunismo. Stalin impose il sistema comunista in tutti i paesi dell’Europa orientale che divennero “Stati satelliti”. Cominform = ufficio di informazione dei partiti comunisti per coordinare l’azione dei partiti comunisti europei. Truman (presidente americano) aiutò l’Europa nella ricostruzione con il piano Marshall per evitare che il comunismo si espandesse. Risollevò l’Europa e rafforzò i legami dell’occidente con gi Stati Uniti. Il COMECON fu istituito dall’Unione Sovietica ed è un’alleanza economica dei paesi comunisti.

Nacque un grande Stato comunista: la Repubblica Popolare Cinese di Mao.
Nacquero due organizzazioni militari: la NATO e i paesi comunisti si unirono nel Patto di Varsavia. Iniziò la guerra fredda: fredda perché non vennero utilizzate armi da fuoco, ma con armi come la diplomazia, l’ideologia e l’economia. La pace fu garantita dal terrore di una guerra atomica.
Il movimento dei non alleati era un movimento degli Stati che non si schieravano né con gli USA né con l’URSS.
La guerra di Corea fu il primo conflitto “caldo” della guerra fredda. Alla fine la Corea fu divisa in due parti: il nord comunista e il sud filo americano.
La morte di Stalin segnò l’inizio del disgelo. Il nuovo leader sovietico promosse riforme per modernizzare la società sovietica e cercò il dialogo con gli Stati Uniti. Egli fece una denuncia dei crimini commessi da Stalin. In Polonia e in Ungheria vi furono dei tentativi di riforma ma nella prima l’Armata Rossa soffocò nel sangue la rivolta.
Kennedy si aprì alla distensione con l’URSS e si dedicò alla difesa dei diritti dei neri. Fu assassinato nel 1963.
A Berlino l’URSS fece innalzare il muro nel 1961 che3 divenne il simbolo della guerra fredda.
Nel Vietnam del sud di sviluppò un movimento comunista di guerriglia, chiamato Vietcong, appoggiato dal Vietnam del nord. La guerra si concluse con un armistizio. Il Vietnam fu riunificato sotto il regime comunista.
Il Medio Oriente fu l’area in cui emersero i principali conflitti: Israele vinse la guerra dei sei giorni contro l’Egitto; la guerra del Kippur portò al rafforzamento del blocco arabo, ma il presidente egiziano si allontanò dall’URSS e stipulò la pace con Israele. In Iran si instaurò un regime fondamentalista, fortemente antioccidentale e antiamericano. Iran e Iraq combatterono una guerra che si concluse senza un vincitore.
L’Unione Sovietica inviò l’esercito in Afghanistan per difendere il regime filosovietico. Nel 1992 si instaurò il regime integralista dei taleban, gli studenti del Corano.

Quando le due superpotenze furono in grado di distruggersi a vicenda si instaurò l’equilibrio del terrore, ma la situazione indusse USA e URSS a impegnarsi per diminuire le armi atomiche: si tennero i colloqui SALT sulla limitazione reciproca delle testate nucleari; Reagan e Gorbacev firmarono un accordo per il ritiro delle testate nucleari presenti in Europa; Gorbacev annunciò la riduzione unilaterale delle truppe sovietiche nei paesi dell’est; l’accordo START stabilì la riduzione del 25% delle testate nucleari di USA e URSS.

Gli Stati Uniti e molti uomini politici europei auspicavano la creazione di un’Europa unita e senza barriere commerciali: venne costituita la CECA (per coordinare la produzione e i prezzi nel settore del carbone e dell’acciaio); il trattato di Roma istituì la CEE realizzando gradualmente la libera circolazione delle persone e delle merci.
Nel 1979 vi fu la prima elezione a suffragio diretto e universale del Parlamento Europeo. Nel 1992 il Trattato di Maastricht ha istituito l’Unione Europea, è stata istituita la moneta unica (l’euro), è stato rafforzato il Parlamento e si prospetta una politica estera comune. Dal 2007 sono 27 gli Stati membri dell’Unione Europea.
Il terzo dopoguerra iniziò con il crollo del comunismo: il mondo entrò in una nuova epoca.

Gorbacev attuò radicali riforme che diedero speranza di cambiamenti radicali nei paesi del blocco comunista.
Nel 1989 la situazione precipitò: in Ungheria venne aperto un varco al confine con l’Austria, iniziarono le fughe verso l’Occidente; il 10 novembre 1989 crollò il muro di Berlino e l’anno seguente la Germania tornò unita; in Polonia, Ungheria, Bulgaria, Cecoslovacchia terminò il regime comunista, solo in Romania il trapasso avvenne in modo violento; nell’agosto 1991 i rappresentanti del vecchio regime tentarono un colpo di Stato.
CSI: comunità degli stati indipendenti.


Il processo di decolonizzazione

Avvenne tra gli anni 40 e 80 del Novecento.
- tra le due guerra nacquero movimenti indipendentisti;
- la propaganda alleata a favore della democrazia favorì il rafforzamento delle idee indipendentiste;
- dopo la guerra le potenze europee non riuscirono più a controllare le colonie.
L’indipendenza fu raggiunta in due modi: per via pacifica (attraverso trattative tra madrepatria e gruppi locali) e per via violenta (con guerre di liberazione).
I colonizzatori rinunciarono al controllo politico delle colonie perché era divenuto troppo costoso. Mantennero però il controllo economico, dando inizio al neocolonialismo.

Fu fondata la lega Araba, un’unione di Stati arabi con obiettivi di cooperazione economica e politica.

Dopo la Shoah le organizzazioni ebraiche passarono alla lotta armata in Palestina, che era governata dagli Inglesi. L’ONU propose di dividere la regione in due Stati ma gli Arabi rifiutarono. Nacque lo Stato di Israele e la lega Araba attaccò subito, ma perse la prima guerra arabo-israeliana.

Israele aveva allargato i suoi confini, un milione di profughi Arabi fuggì nei paesi vicini: nacque così la questione palestinese. Fu creata l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, allo scopo di combattere gli Israeliani e creare uno Stato palestinese. I conflitti durano ancora oggi.

In India la lotta per l’indipendenza fu sostenuta dal Partito del Congresso. Gandhi coinvolse l’intera popolazione e lottò secondo la dottrina della non violenza. Nel 1947 l’indipendenza fu concessa, ma per risolvere il problema delle lotte tra musulmani e induisti vennero formati due stati: l’Unione Indiana e il Pakistan. Tuttavia i conflitti continuarono e Gandhi fu assassinato da un fanatico indù.

Il processo della liberazione del Vietnam fu lungo. Il leader comunista Ho Chi Minh vinse la guerra contro i Francesi, nacquero due Stati: il Vietnam del sud (fio-occidentale) e il Vietnam del nord (comunista).

Il Maghreb (paesi dell’Africa nord-occidentale) attraversò il processo di decolonizzazione:
- la Libia fu indipendente. Il colonnello Gheddafi attuò un colpo di Stato e si dichiarò antimperialista e si schierò con l’URSS;
- Marocco e Tunisia guadagnarono l’indipendenza dalla Francia.

Nasser (al potere in Egitto) condusse una politica filosovietica, anticolonialista e antiisraeliana. Acquistò molta popolarità nel mondo arabo dopo la crisi di Suez.
L’indipendenza dell’Algeria fu ostacolata dalla presenza di un milione di coloni francesi. Il movimento nazionalista algerino costituì il Fronte di Liberazione Nazionale. La lotta si trasformò in guerra, i Francesi fecero uso di rappresaglie e torture, suscitando una gravissima rottura politica in Francia. L’Algeria ottenne l’indipendenza.

L’ONU costituì uno Stato federale tra Eritrea ed Etiopia, ma quest’ultima fece dell’Eritrea una sua provincia. Si scatenò una guerra e l’Eritrea ottenne l’indipendenza. La Somalia, affidata dall’ONU all’Italia, divenne indipendente e si unificò con la Somalia inglese.

L’emancipazione a sud del Sahara cominciò più tardi, ma fu meno rapida e meno violenta. Il 1960 fu l’anno dell’Africa: nacquero 17 Stati indipendenti. In Sudafrica la minoranza bianca mantenne il potere attuando l’apartheid, abolita nel 1990. Nelson Mandela fu eletto presidente della Repubblica Sudafricana.

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