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Schema riassuntivo sulla Prima Guerra Mondiale

Le cause:

1. Tensioni tra Inghilterra e Germania (l’Inghilterra deteneva il primato sui mari, la Germania iniziava ad intraprendere politiche coloniali), tra Germania e Francia (rivali coloniali per la questione dell’Alsazia e Lorena) e tra Austria e Russia (questione balcanica: essendo l’Impero Turco in decadenza, l’Austria vuole conquistare territori per espandersi, la Russia per ottenere lo sbocco sul mare);

2. Movimenti d’indipendenza delle popolazioni sottomesse all’ impero austriaco (ungheresi,boemi,slovacchi,croati e bosniaci)e all’impero russo (polacchi,estoni,lituani e finlandesi)

3. Era stata prodotta una quantità molto elevata di armamento.

Alla luce di tutte queste tensioni gli stati europei stringono alleanze:

Triplice intesa (Francia, Gran Bretagna e Russia), sorta nel 1907 in risposta alla

Triplice alleanza (Italia, Austria, Germania).

CRISI BALCANICA:

All’inizio del XIX sec. l’impero dei turchi avendo un territorio molto vasto era incapace di modernizzarsi, così, si verificò un processo di secessione abbastanza pacifico nei territori del Nord Africa. L’instabilità della penisola balcanica diede origine al conflitto d’interesse tra le potenze europee che volevano avere il predominio nelle regioni dove l’autorità del governo turco si faceva debole.Ma se una delle potenze europee avesse avuto il predominio sul territorio, la stabilità che si era creata in europa tra le potenze europee sarebbe crollata; così decisero di aspettare che l’impero cadesse da solo, e quando all’inizio del novecento la situazione precipitò e le popolazioni turche stavano conquistando l’indipendenza ,attorno all’impero ottomano si organizzano due schieramenti opposti:

· Da un lato gli interessi della Germania e dell’Austria. La Germania voleva trasformare l’impero turco in un suo protettorato, mentre l’austria voleva espandere i suoi confini sud-orientali;

· Dall’altro ,vi erano gli interessi della Russia, Inghilterra, e dalla Francia. La Russia voleva unificare le popolazioni slave che occupavano la penisola balcanica (panslavismo), e acquistare uno sbocco sul mare Adriatico;mentre Francia e Inghilterra volevano impedire il rafforzamento della Germania.

Il Regno di Serbia voleva unificare sotto il suo stato tutte le popolazioni slave però questo progetto entrava in conflitto sia con la Bulgaria che con la Grecia e soprattutto con l’impero austro-ungarico, che aveva occupato e annesso la Bosnia- Erzegovina diventando il principale avversario della Serbia.

L’Italia invece aveva occupato la Libia e le Isole Greche.Vi furono 2 conflitti per il controllo della Macedonia dove si vide la vittoria della Serbia.

I rapporti delle potenze europee e estere erano molto cambiati sia sul piano economico che sul piano politico; perché fino a quando vi erano stati territori da conquistare al di fuori del continente lo scontro avveniva in stati lontani, ma ora che tutto era stato colonizzato la tensione si era spostata in europa dove il conflitto diretto era inevitabile.

Vi era inoltre il problema degli imperi della Russia e della Germania dove le popolazioni sottomesse volevano l’indipendenza.

La Germania sosteneva che tutte le popolazioni di lingua e cultura tedesca, dovessero unificarsi sotto lo stato prussiano (Pangermanesimo);per questo rivendicava dei territori sottomessi all’impero zarista.

La Russia invece sosteneva l’unificazione di tutte le popolazioni slave sotto il suo impero e una parte di esse erano sottomesse all’impero austro-ungarico.

La tensione fra Austria e Russia era molta proprio per questo motivo sopracitato.

INIZIO DEL CONFLITTO: L’ATTENTATO A SARAJEVO
Il 28 giugno 1914 un giovane appartenente al movimento patriottico bosniaco, uccide in un attentato l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria. L’Austria ritenne responsabile dell’attentato la serbia, che dava protezione e rifugio agli indipendentisti slavi. Il 28 luglio l’Austria dichiara guerra alla Serbia sia per dare un esempio ai popoli sottomessi, che per sottomettere la serbia e espandersi nei balcani, prevedeva una breve campagna militare dove nessuno si sarebbe opposto; ma la Russia che voleva anch’essa ampliarsi sulla penisola balcanica scese in campo a sostegno della serbia

A questo punto scattano le alleanze: Turchia e Bulgaria si schierano a fianco di Germania e Austria, mentre la Romania si affianca ai paesi della Triplice Intesa dove si aggiungerà poi anche il Giappone, per contrastare la Germania, la quale aveva obiettivi sul Pacifico. Solo l’Italia rimase per il momento neutrale perché facendo parte della triplice alleanza essa sarebbe dovuta intervenire nel caso in cui la germania e l’austria fossero state attaccate. La Germania, era convinta che la guerra sarebbe durata poco, perché il sistema economico mondiale non avrebbe potuto sopportare un lungo periodo di interruzione degli scambi internazionali. La Germania aveva pianificato una guerra-lampo. Il loro piano prevedeva una rapida vittoria contro l’esercito francese che si era schierato prontamente sul confine franco-tedesco mentre l’esercito russo avrebbe impiegato più tempo per mobilitarsi sul fronte orientale, così l’esercito tedesco invase il belgio che era neutrale, per attraversarlo e prendere alle spalle l’esercito francese ; in un mese i tedeschi arrivarono a soli 40 chilometri da parigi, però nel settembre 1914 sul fiume Marna i francesi riuscirono a respingerli. Nel frattempo l’esercito tedesco riuscì con due vittorie a Tannenberg e ai laghi Masuri a occupare la Polonia. La guerra-lampo,si trasformò in breve tempo in guerra di trincea, di logoramento. Fallita la guerra–lampo le truppe germaniche e quelle franco-inglesisi schierarono una di fronte all’altra, su un fronte lunghissimo che si estendeva dal confine franco-belga fino alla Svizzera, rimasta neutrale.Gli eserciti si fronteggiavano lanciando inutili offensive, lasciando la situazione bloccata per diversi mesi.

L’ITALIA

Allo scoppio del conflitto si erano delineate due correnti di opinione: gli interventisti e i neutralisti.
Gli interventisti si divisero in interventisti di destra (favorevoli ad un intervento a fianco dell’Intesa):

· i liberali di Destra, guidati dal nuovo Presidente del Consiglio Antonio Salandra;

· molti democratici e socialisti riformisti che vedevano nella guerra contro l’austria la conquista di trento e trieste la conclusione del risorgimento nazionale;

· i nazionalisti, sostenevano la necessità della partecipazione alla guerra per far entrare l’italia nel gruppo delle grandi potenze

· Benito Mussolini, che, fino al settembre 1914 faceva parte del partito socialista ed era neutralista, ma nel novembre cambiò posizione e divenne interventista .Fu espulso dal partito socialista e con l’appoggio finanziario di alcuni industriali, fondò un nuovo giornale: “Il Popolo d’Italia” dove sosteneva la necessità di entrare in guerra a fianco dell’intesa per compiere una rivoluzione sociale. L’idea di Mussolini fu seguita da diversi esponenti della corrente sindacalista-rivoluzionaria.L’obiettivo principale per loro era comunque quello di entrare in guerra.
I neutralisti si divisero in giolittiani (si ispiravano alle idee di Giolitti che sosteneva che la guerra non era da farsi, perché l’Italia non era pronta ad affrontarla sia economicamente che militarmente), socialisti (pacifisti e antimilitaristi) e cattolici (contrari alla guerra per ragioni di culto, e per paura che la cattolica austria si rivolgesse contro la cattolica Roma).


Sviluppo guerra

Il 26 aprile 1915 l’Italia firmò a Londra un patto segreto con Francia e Inghilterra, con il quale si impegnava a entrare in guerra entro un mese a fianco dei paesi dell’Intesa, così il 24 maggio 1915 l’esercito Italiano fu schierato lungo una linea che andava dal lago di Garda fino a Gorizia. Si arruolarono molti volontari ci fu il richiamo alle armi obbligatorio, ma negli ultimi anni data la scarsità di uomini vennero chiamati i giovanissimi nati nel 1899.Nel primo anno l’Italia lanciò 4 grandi offensive ,a partire da quella presso il fiume di Isonzo ma nessuna con un vantaggio concreto. Anche sul fronte Italiano si era passati alla guerra di trincea. L’unico risultato significativo fu la presa di Gorizia nell’agosto 1916 avvenuta dopo che essi erano riusciti a fermare la cosiddetta spedizione punitiva austriaca sull’altopiano di Asiago. Nello stesso anno nel 31 maggio i tedeschi cercarono di rompere il blocco navale nella penisola dello Jutland, dove lo scontro tra flotta inglese e tedesca fu violenta e vide la ritirata dei tedeschi, entrambi avevano subito l’affondamento di 6 corazzate; il controllo dei mari rimase però tuttavia all’esercito inglese. La Germania, in risposta, attuò la guerra sottomarina, con la quale i sommergibili tedeschi attaccavano le navi di qualunque nazionalità che si avvicinassero alle coste inglesi. Affondano anche le Lusitania, un transatlantico americano e ciò provocò la decisione del presidente Wilson di entrare in guerra contro l’Austria.
Il 1917 fu l’anno più duro della guerra. A Pietroburgo in Russia lo zar II Nicola abdicò, e prese potere il partito bolscevico di Lenin. Lenin firmò un un’armistizio con la Germania, la quale era avvantagiata e spostò quindi il suo esercito sul fronte franco e italiano; non sapendo però dell’intervento da li a breve degli USA.Nel 1917 gli austriaci sfondano a Caporetto (“disfatta di Caporetto”) e l’esercito italiano è costretto ad arretrare fino al Piave.
In questo periodo, pero, si stava diffondendo in tutti gli eserciti un clima di sfiducia, vi furono molte diserzioni, fughe, fraternizzazioni con i nemici, automutilazioni. Si creò nelle menti degli eserciti la paura di essere uccisi e il rifiuto di uccidere.
Il generale Cadorna fu sostituito da Diaz, il quale riuscì a superare questa crisi, instaurando un rapporto più aperto con le truppe, promettendo vantaggi e distribuzioni di terre. Intanto a Roma si era formato un governo presieduto da Vittorio Emanuele Nel 1918 l’esercito italiano respinse gli austriaci a Vittorio Veneto,di li proseguirono verso trento e trieste dove entrano il 3 novembre. Il 4 novembre 1918 l’Austria firmò l’armistizio,mentre per la Germania la pace avvenne l’11 novembre.

Il dopoguerra

Nel gennaio 1919 si riunì a Parigi la conferenza di pace, dove parteciparono i rappresentanti delle nazioni vincenti. Il presidente Wilson espresse con i suoi quattordici punti i principi fondamentali ai quali si sarebbero ispirati i trattati di pace. Ma Francia e Inghilterra non ne tennero conto perché il loro obiettivo era imporre durissime condizioni alla Germania.Essa fu costretta a cedere:

· l’Alsazia e la Lorena alla Francia

· il ducato di Schleswing alla Danimarca

· la Posnania e l’alta Slesia alla Rep. Della Polonia

· Francia e Inghilterra si divisero le colonie germaniche dell’africa

· L’Italia ottenne il Trentino, l’Alto Adige, la Venezia Giulia, Trieste e l’Istria

VITTORIA “MUTILATA”

La questione della città di Fiume durante l’accordo stretto a Londra era rimasta in sospeso, la maggioranza dei cittadini abitanti in Fiume era italiana ma la Dalmazia non voleva cedere la regione. Vittorio Emanuele da parte sua non riuscì a imporsi e abbandonò Parigi per protesta. In questa situazione la questione di Fiume divenne una bandiera per i nazionalisti italiani. Venne detta vittoria mutilata perché molti sostenevano che l’Italia non era stata ricompensata abbastanza per i sacrifici che aveva sostenuto, di una battaglia svolta sui campi trasformata in una sconfitta alle trattative.

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