Resistenza contro le occupazioni nazi-fasciste

All'inizio degli anni Quaranta del Novecento la ribellione del ghetto di Varsavia è stata possibile grazie a un abbozzo di resistenza ebraica, che ovviamente trova enormi difficoltà a costituirsi e a operare effettivamente. Maggiori spazi di azione, e quindi opportunità relativamente migliori di organizzarsi, hanno altri movimenti di resistenza che si costituiscono in varie parti d'Europa e che cercano di ostacolare (talora anche assai efficacemente) i trionfi nazisti. Sin dall'occupazione della Francia è il generale Charles de Gaulle (1890-1970) a lanciare un appello ai francesi perché non si arrendono al potere nazista. Mentre l'esercito francese sta crollando davanti all'avanzata delle truppe naziste, De Gaulle, che fino allora ha avuto importanti incarichi di responsabilità nell'esercito e nel governo francese, trova rifugio a Londra e il 18 giugno del 1940, da una stazione radiofonica della Bbc (la compagnia radiofonica statale britannica) invita i francesi a resistere e a opporsi agli occupanti nazisti. L'appello nell'immediato cade nel nuoto. Nei mesi seguenti comunque, con l'appoggio del governo britannico, De Gaulle ricostituisce una forza armata francese che egli chiama Forces françaises libres (Forze francesi libere), che Opera nel Regno Unito e nelle colonie francesi d'Africa che si sono ribellati al governo collaborazionista di Vichy. Come rappresentante della Francia libera all'estero De Gaulle riesce anche a coordinarsi con i gruppi resistenziali che si formano all'interno della Francia anche se non senza incontrare difficoltà logistiche e di coordinamento politico con i gruppi della resistenza francese che operano all'interno del territorio di Vichy o nella Francia occupata dai nazisti. Nella Polonia devastata dalle occupazioni dal 1942 si forma un gruppo di resistenti che si coordinano nella Armia Krajowa (Esercito nazionale), fedele al governo polacco in esilio a Londra e assai ramificata, in effetti raccoglie all'incirca 350.000 persone, entra in concorrenza con l'Armia Ludowa (Armata popolare), di orientamento comunista, organizzata e sostenuta dall'Unione Sovietica ma molto meno forte, si tratta infatti di 40.000 aderenti. L'Armia Ludowa è a sua volta in contatto con l'ampia e articolata mappa dei gruppi partigiani che operano nei territori ex sovietici occupati dai nazisti. Le formazioni più numerose e più attive sono quelle comuniste, collegate all'Armata Rossa sovietica che garantisce loro rifornimenti e sostegno logistico. Ma in Ucraina, in Bielorussia e nei paesi baltici la situazione è complicata dall'esistenza di più piccole formazioni di Resistenza di orientamento nazionalista, decisamente ostili ai sovietici e in rapporti ambigui con le autorità naziste che occupano i loro territori.

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