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LA RESISTENZA ITALIANA

La caduta del regime fascista nel 1943 aprì un periodo difficile per l’Italia, in quanto era necessario decidere il futuro del paese.
Il governo era stato affidato al maresciallo Badoglio, ma la monarchia sarebbe restata.
La principale preoccupazione del governo era di mantenere l’ordine del paese.
Nel frattempo le truppe tedesche entravano in Italia, provocando la fuga al sud del re Vittorio Emanuele e di Badoglio. Tutta l’Italia centro-settentrionale, fino a Roma, fu abbandonata ai tedeschi.
A questo punto molti si trovarono di fronte due possibilità: rassegnazione o riscatto. Da quest’ultima scelta nacque la Resistenza italiana.
I gruppi partigiani erano formati da antifascisti, intellettuali, operai e giovani.
All’interno della Resistenza italiana si intrecciarono tre tipi di conflitto:
§ Guerra patriottica, per liberare il paese dall’occupazione tedesca;
§ Guerra civile, i partigiani che si opponevano alla repubblica di Salò;
§ Guerra di classe, lotta contro il nazifascismo e rivoluzione di classe.
Vi erano anche tantissimi altri interessi, ma quello comune a tutti i patrioti era il desiderio di riscatto, di libertà e di autonomia.
1943 – Forze antifasciste (partito liberale, DC, partito comunista, ecc.) si organizzano nel CLN (Comitato di Liberazione Nazionale), con il compito di organizzare la resistenza contro i nazifascismi, con la prospettiva di assumere la guida del paese.
1943 – L’Italia era divisa in due parti, militarmente e politicamente: a sud si era formato il Regno del Sud, sotto il re Vittorio Emanuele III. Nella parte centro-settentrionale, occupata dai tedeschi, Mussolini aveva fondato la Repubblica sociale italiana a Salò.
In questi anni però il Cln era piuttosto debole e sfavorito dalla questione istituzionale: i partiti del Cln esigevano l’allontanamento del re, ma Vittorio Emanuele III rifiutava di mettere in discussione il proprio ruolo istituzionale.
La situazione migliorò nel ’44, quando Togliatti convinse i partiti del Cln ad abbandonare temporaneamente la questione del re, rinviandola a dopo la liberazione.
Nell’Italia occupata, la resistenza ebbe i caratteri di una guerra di liberazione, condotta dal Corpo volontari della libertà (Cvl), riconosciuto dagli Alleati e dal governo.
La resistenza conobbe momenti di alta partecipazione, ma anche momenti duri.
Gli alleati temevano che dopo la liberazione, si sarebbero messi in discussione i tradizionali equilibri sociali e politici.
Nel 1944 il proclama Alexander causò un duro colpo alla resistenza: quando la liberazione sembrava imminente, il generale Alexander, comandante delle forze alleate, ordinò ai partigiani di interrompere le offensive. Ciò consentì alle forze tedesche una violenta controffensiva antipartigiana. La guerra di liberazione continuò, ma in isolamento politico e sotto i colpi del duro inverno 1944 – ’45.
1945 – Milano, Genova e altre città insorgono.
La liberazione avvenne il 25 aprile 1945. Mussolini, viene fucilato.

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