Ali Q di Ali Q
Mito 23936 punti

La Repubblica di Weimar

La Francia è uscita dalla Prima Guerra Mondiale aumentata di prestigio e di territori, ma, ovviamente, decimata nella popolazione.
Questo è uno dei motivi per cui la Francia teme la superiorità numerica della Germania, così come la ripresa di potere da parte di quest’ultima a scapito di quello da lei stessa ottenuto con la fine della guerra.

Nasce pertanto per la Francia il problema della sicurezza: l’unico modo per non far realizzare ciò che la preoccupa è assicurarsi che sia rispettato il Trattato di Versailles, e per farlo occorre accordarsi proprio con i paesi che dalla Germania hanno maggiormente da temere.
Preoccupata dalle mire francesi, invece, l’Inghilterra si dimostra quasi propensa a favorire la ripresa tedesca.
E’ anche a causa di tali contrasti tra Francia e Inghilterra che negli anni successivi alla guerra si fatica a dare un assetto stabile all’Europa.

Nel frattempo in Germania, dopo che il kaiser ha abdicato, hanno prevalso socialisti, cattolici, democratici ed esponenti di centro.
La sconfitta è stata un duro smacco, preceduta anche da insurrezioni, ammutinamenti nell’esercito e scioperi, tanto che molti avevano visto un parallelo con la situazione in Russia prima della rivoluzione.
Si erano infatti formati in Germania i “consigli di operai e soldati” sul modello dei soviet, e quasi si era ritenuto prossimo l’avvento di un regime comunista.
D’altra parte, però, la Germania ha un ceto medio più numeroso di quello russo, l’esercito è rimasto disciplinato ed è presente un partito social-democratico di tradizioni riformiste.

La situazione, però, è alquanto instabile, e i membri dell’estrema sinistra – chiamati anche Spartachisti dallo schiavo Spartaco, simbolo della rivoluzione proletaria - capeggiati da Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht tentano la strada della rivoluzione.
Per reprimerla occorre ricorrere all’esercito (corpi franchi, costituiti da ex-combattenti), portando così un ritorno dell’antico militarismo, il quale viene appoggiato dai reduci di guerra, dagli aristocratici e dai magnati dell’industria.
Questo porta a quella che fu definita la settimana di sangue in Germania, in cui trovano la morte sia Luxemburg che Kiebnecht.
I corpi franchi continueranno poi a svolgere la loro azione repressiva nei territori dell’est, dove maggiore è l’influenza bolscevica.

Il 19 gennaio 1919 è proclamata la Repubblica di Weimar, di assetto democratico, a capo della quale vi è appunto il social-democratico Ebert.

I socialdemocratici, però, non godendo di un consenso vastissimo, per governare hanno bisogno dell’appoggio degli altri partiti.
La Germania è dunque adesso una Repubblica Federale con democrazia parlamentare, divisa in 17 regioni (i Länders). L’ampio decentramento lascia ad esse larga autonomia.
Il cancelliere è responsabile di fronte al parlamento, mentre il presidente, eletto ogni 7 anni, ha in mano l’esercito e l’esecutivo.
Parlamento e presidente sono eletti con suffragio universale.
Secondo l’articolo 48 della nuova costituzione, in caso di emergenza il presidente può anche sospendere le libertà individuali.
La nuova costituzione è altamente democratica, ma priva di riforme sociali contemplate.

Intanto l’Intesa fa di tutto per umiliare la Germania: la stessa Europa fa infatti apparire la repubblica odiosa agli stessi tedeschi.
Il peso economico del Trattato di Versailles e l’odio che ne deriva verso le potenze vincitrici rendono perciò popolare la destra nazionalista.

Il problema più grande, per quanto riguarda l’economia tedesca, è adesso la questione delle riparazioni. I trattati di pace prevedono infatti per la Germania un pagamento di 132 miliardi di marchi. La destra propone di rifiutarsi di pagare per intero questa cifra spropositata: il pagamento determina infatti il tracollo finanziario e la conseguente inflazione del marco.
Proprio perché i governanti sono intenzionati a rispettare le clausule del trattato di Versailles, la destra non esita a complottare contro di essi. Proprio nel 1920 si avrà infatti il tentativo di colpo di stato da parte di Wolfgang Kapp.

A causa dell’inflazione c’è però una sospensione del pagamento dei debiti di guerra da parte della Germania.

In risposta, allora, la Franca occupa nel 1923 il bacino minerario della Ruhr.
La Germania non risponde incisivamente.
Intanto all’interno del paese l’inflazione, se da una parte avvantaggia i grandi industriali poiché facilitati a commerciare con i paesi a valuta più alta, dall’altra, causa in Germania la miseria dei ceti a reddito fisso che, ostili alla repubblica, si ripiegano nel nazionalismo.

Nasce dunque un forte sentimento nazionalista, appoggiato dal governo, anch’esso ostile alle sopraffazioni francesi.
Di questo periodo è anche il colpo di stato di Monaco del 1923, che ha lo scopo di impadronirsi del governo di Baviera, ad opera del Partito Nazional-socialista guidato da ADOLFO HITLER.
Ormai sono fondate le premesse per il riscatto della Germania. Essa è infatti diventata una nazione ricca di voglia di rivalsa verso il resto dell’Europa.

Nel resto dell’Europa, intanto, come in Germania, sono ormai in molti ad aver paura che la proletarizzazione diffusasi a causa della miseria possa far scoppiare un’altra rivoluzione bolscevica.
Il politico e banchiere americano Charles Dawes convince perciò il suo paese a concedere un prestito alla Germania, allo scopo di farla riprendere economicamente e consolidarsi politicamente. Gli U.S.A. sperano anche, così facendo, di aumentare l’influenza americana in Europa.

Intanto, dopo il colpo di stato di Monaco (il famoso Putsch), Hitler viene arrestato, e in carcere avrà modo di fissare le ideologie del suo partito nel libro “Mein Kampf” e riorganizzarlo.
Hitler è un austriaco che ha combattuto nella grande guerra tra i soldati tedeschi. Ha poi condotto un’esistenza bohémien tra Monaco e Vienna, trovando il modo di inserirsi, tramite la sua personalità magnetica, nella propaganda politica.

Egli rivendica:
1) il diritto della Germania di determinare il suo destino;
2) una vendetta per i bolscevichi e i democratici, responsabili del “colpo alla schiena” e della conseguente sconfitta della Germania.
Odia inoltre la repubblica – che ha accattato il Trattato di Versailles - e gli Ebrei – che hanno diffuso idee marxiste e sono depositari del potere economico.
Oltre a questo, il suo programma comprende anche rivendicazioni sociali come:
1) la riforma agraria;
2) il rifiuto del diritto romano;
3) la confisca dei profitti di guerra.

Nel 1925 il cancelliere STRESEMANN stipula con la Francia il Trattato di Locarno, attraverso il quale la Francia promette che le sue truppe si ritireranno dal suolo tedesco e la Germania può entrare nella Società delle Nazioni da poco costituitasi.

Ma la verità è che la Germania è adesso una nazione assai debole.

Registrati via email