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Repressione tedesca

Questa repressione fu ovunque durissima: sia per le azioni armate, sia per i sabotaggi e la propaganda, uomini e donne rischiavano la condanna a morte o la deportazione nei lager. Nelle aree in cui agivano bande armate, venivano attuate rappresaglie contro i civili, distruggendo interi villaggi o fucilando civili innocenti: per un attentato contro il capo della polizia tedesca in Olanda furono uccisi 400 olandesi; in seguito all’uccisione di un alto ufficiale in Boemia (1942), l’intero villaggio di Lidice fu distrutto e i suoi 192 abitanti assassinati.

Collaborazione ed attendismo


All’interno di ogni stato occupato alcuni cittadini scelsero di collaborare con i tedeschi. Il collaborazionismo fu un fenomeno diffuso in tutta Europa ed a tutti i livelli: alcuni collaborarono con gli occupanti perché ne condividevano le idee, ad esempio l’anticomunismo e l’odio nei confronti degli ebrei;altri perché era un mezzo per raggiungere i propri obiettivi politici, ad esempio per imporre all’interno della Stato il dominio di una popolazione sulle altre o per liberarsi da un’oppressione (come avvenne in Iugoslavia, dove durante la guerra esplosero le tensioni tra serbi e croati); molti perché potevano ricavarne vantaggi personali, raggiungere una posizione di potere o anche solo avere maggiori possibilità di sopravvivere. Molti e furono la maggioranza, non si impegnarono nella Resistenza, ma non collaborarono neppure con il nemico, mirando esclusivamente a sopravvivere in attesa che la guerra finisse: questa posizione è detta attendismo.

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