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Il Regno di Sardegna dal 1850 al 1859

Durante il regno di Vittorio Emanuele II venne assunta da Camillo Benso conte di Cavour la guida del governo; egli era un uomo politico dalle grandi abilità, infatti conosceva il sistema politico inglese, ed era un liberale.
Prima di diventare Capo del Governo era stato ministro dell’Agricoltura e del Commercio e anche della Finanza.
Nel 1852 divenne, quindi, Capo del Governo (Presidente del Consiglio) del Regno di Sardegna, succedendo a Massimo d’Azeglio; come primo passo iniziò a ridimensionare i privilegi ecclesiastici (progetto già iniziato dal governo precedente con le Leggi Siccardi), abolendo tutti gli enti ecclesiastici contemplativi.
Inoltre in questo periodo viene deciso che i Governi successivi dovranno essere scelti sulla base della maggioranza politica che si è formata nella Camera dei Deputati.
Per quanto riguarda la Politica Estera, Cavour voleva far aumentare l’importanza del Regno di Sardegna all’interno dell’Europa; per far ciò partecipò alla Guerra di Crimea a fianco della Francia e del Regno Unito e grazie a questa guerra Cavour si guadagna maggior prestigio e visibilità, partecipando anche alla Conferenza di Pace, tenutasi a Parigi, dove si parlò anche della Penisola Italiana, giudicata dai ministri francesi pericolosamente instabile.

Oltre a ciò, stipulò anche un’alleanza politico-militare con Napoleone III in funzione antiaustriaca.
Nel 1858 Napoleone III invitò Cavour ad un incontro diplomatico, tenutosi tra il 20 e il 21 luglio in Francia; durante questo incontro Napoleone III si dice disposto ad aiutare il Regno di Sardegna in un attacco militare all’Austria, in modo da poter riassestare da un punto di vista geopolitico la Penisola Italiana con la formazione di una Confederazione Italiana formata da quattro regni autonomi (Alta Italia, Centro Italia, Napoli e Roma papale), la cui presidenza spetterebbe al Papa.
Il 24 Gennaio 1859 viene firmato un Trattato di Alleanza tra Francia e Regno di Sardegna, nel quale si parla della formazione di un Regno dell’Alta Italia, la cui corona spetta a Vittorio Emanuele II; era prevista anche la cessione di Savoia e Nizza alla Francia.

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