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Regimi totalitari del 1900: Nazismo e Fascismo

L’Italia, uscita vincitrice dalla prima guerra mondiale, subì una profonda crisi economica, politica e sociale. Nel giro di quattro anni le vecchie strutture dello stato liberale furono travolte e sulle loro rovine il fascismo insediò il proprio potere autoritario. In effetti in Italia era profonda l’insoddisfazione per la sconfitta subita dai trattati di Parigi. I cittadini erano scontenti di una classe dirigente che non aveva saputo far valere i propri diritti. Di conseguenza il primo ministro Orlando si dimise e Francesco Nitti prese il suo posto. Dalle elezioni del novembre del 1919, le prime a suffragio universale, ne conseguì un governo formato da liberali, democratici e popolari, ma ben presto si dimostrò incapace di affrontare la crisi italiana. In questo periodo nasce un nuovo movimento politico fondato da Benito Mussolini chiamato “Fasci italiani di combattimento”.

Il Fascismo in Italia

Questo era un movimento sostenuto da reduci di guerra e da piccoli borghesi che desideravano cambiare il sistema politico. Inizialmente il movimento fascista si presentò con un programma confuso, molto nazionalista e antisocialista, aggressivo e violento. Dal 1919 al 1920 ci fu un periodo di agitazioni, chiamato “biennio rosso” a causa dei movimenti di protesta di contadini e operai che chiedevano al governo aumenti di salari e migliori condizioni sociali e di lavoro. Mussolini, intanto, trasformò il partito dei “Fasci italiani di combattimento” in partito “Fascista” ed effettuò un colpo di stato con la marcia su Roma e divenne capo del governo. Con questo nuovo potere eliminò il Parlamento e creò il “Gran Consiglio Fascista” formato dai principali esponenti del partito e le “camicie nere” che avevano il compito di reprimere le opposizioni al governo. Il 6 aprile del 1934 ci furono le elezioni, precedute da aggressioni e violenze, che diedero la maggioranza al partito di Mussolini. Ma il deputato Giacomo Matteotti denunciò, con un discorso alle camere, le violenze subite dal popolo e i brogli elettorali da parte di Mussolini. Pochi giorni dopo Matteotti fu rapito e assassinato dalle camicie nere. Ebbe inizio così la dittatura di Mussolini con le leggi fascistissime: abolita ogni forma di libertà ( di stampa, di associazione, di parola, di sciopero), sciolti i sindacati, aboliti tutti gli altri partiti, obbligatorie le iscrizioni al “Partito nazionale Fascista”.

La dittatura del Fascismo e contemporaneamente la situazione politica russa

Il potere legislativo fu affidato al governo e al duce e venne istituito un “Tribunale” speciale che aveva il compito di “giudicare” gli oppositori al fascismo, segnalati dall’ ”OVRA”, che era un organo di servizi segreti costituito da spie. Mussolini fece un concordato con la Chiesa con il quale venne riconosciuto il Vaticano come Stato e la religione cattolica divenne unica religione di Stato, con il suo insegnamento obbligatorio.
Gli effetti della crisi americana del 1929 indussero Mussolini ad adottare una politica autarchica, già avviata con la battaglia del grano. Ma ,nonostante la dittatura, il governo di Mussolini portò, per certi aspetti, un’evoluzione dal punto di vista artistico e culturale. Negli stessi anni del Fascismo, in Russia ci fu un periodo simile a quello italiano. Morto Lenin ci furono molte lotte per la successione al potere: Trotzkij era stato uno stretto collaboratore di Lenin, mentre Stalin era il segretario del partito comunista. Trotzkij era convinto che la rivoluzione russa avrebbe avuto successo se avessero partecipato tutti i paesi capitalisti. Stalin, con la forza, eliminò le opposizioni e iniziò una spietata dittatura, e chi non condivideva le sue idee veniva arrestato e portato nei “gulag” oppure veniva ucciso. Le vittime di Stalin furono tra i sette e gli otto milioni.

Il nazismo: forma di dittatura più clamorosa e naturalmente il fine diabolico della Seconda Guerra Mondiale

Ma la forma di dittatura più clamorosa si ebbe con il Nazismo in Germania. Uscita perdente dalla Prima guerra Mondiale, la Germania doveva pagare i danni di guerra alla Francia, e infatti il governo tedesco fece stampare un maggior numero di banconote. Questo episodio portò il paese ad una grave inflazione. L’economia si riprese solo con una riforma monetaria e i finanziamenti americani. Ma con la crisi americana del 1929 l’economia tedesca crollò di nuovo. In questa situazione di forte crisi si affermò un nuovo partito politico chiamato “Partito nazional socialista” di A. Hitler che ebbe una buona affermazione nelle elezioni del 1930. Questo partito presentava un programma confuso, una mescolanza di nazionalismo, razzismo, imperialismo e un po’ di socialismo. Hitler prima costituì le S.A. che dovevano combattere gli oppositori al nazismo, poi formò le S.S. che erano delle guardie di protezione. Hitler venne nominato cancelliere nel 1933 e subito dopo fece incendiare la sede del Parlamento e gli oppositori vennero arrestati e portati nei “lager”. Morto il Presidente Hinderburg, Hitler si proclamò capo dello Stato con il nome di “Furer” e annunciò la nascita del “Terzo Reich”. Con le leggi di Norimberga gli ebrei vennero privati di tutti i diritti civili, sociali, umani. Con l’uccisione di un diplomatico di razza “ariana”, per mano di un ebreo, ci fu la “notte dei cristalli” durante la quale vennero distrutti tutti gli edifici pubblici degli ebrei. Durante la seconda guerra mondiale Hitler portò tutti gli ebrei nei campi di concentramento adottando la “soluzione finale” e cioè sterminare la razza ebrea per salvaguardare la razza “ariana”. Questa manifestazione di superiorità è detta “antisemitismo” ed è stato l’esempio più eclatante di razzismo.

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