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-Il Razzismo negli Stati Uniti-

Negli Stati Uniti si assiste a politiche discriminatorie nei confronti dei neri afroamericani, attraverso la realizzazione di legge che li escludano dalla vita pubblica.
Si diffonde anche la pratica di dividere i bianchi dai neri, con la realizzazione di scuole separate o di spazi distinti sui trasporti pubblici; nascono anche i primi negozi, bar, ristoranti ed hotel riservati ai soli bianchi.

Oltre alla discriminazione verso i neri, verso la fine dell’Ottocento avvengono anche le guerre indiane, che permetto una definitiva espansione bianca nei territori dell’Ovest.
Gli indiani superstiti di queste guerre vengono inseriti nei ‘ghetti’, quartieri cittadini riservati a loro.

Oltre a ciò, le massicce ondate migratorie dall’Europa Mediterranea e Orientale verso gli Stati Uniti (portoghesi, spagnoli, italiani, slavi, russi), fanno nascere anche una sorta di razzismo tra bianchi: coloro che giungevano immigrati non avevano diritto di voto, a loro erano destinati i lavori più umili e vengono relegati in zone delle città dalle quali possano stare lontani dai bianchi wasp, ossia gli anglosassoni bianchi di religione protestante.

-Il Razzismo in Europa-

In Europa le teorie e pratiche razziste sono concentrate particolarmente sugli Ebrei, già presi di mira dal Medioevo.

In Russia all’inizio dell’Ottocento molte comunità ebraiche sono sottoposte a regimi di durissima discriminazione.
Esistevano i ‘pogrom’, delle aggressioni in luoghi pubblici da parte dei Russi nei confronti degli Ebrei.

Nel resto d’Europa dalla fine del Settecento fino alla metà dell’Ottocento è in corso un processo di emancipazione degli Ebrei: essi sono visti come tutti gli altri cittadini, vengono infatti rimosse le precedenti forme di discriminazione.
Nonostante ciò, verso la fine dell’Ottocento dei nazionalisti iniziano a considerare gli Ebrei come ‘una nazione dentro la nazione’, cosa che, grazie anche alle nuove teorie razziste, porta all’antisemitismo, ossia ad avere ostilità nei confronti degli Ebrei, poiché appartenenti ad una presunta razza particolare e diversa.
Sulla base di ciò, dunque, riprendono le aggressioni verbali e occasionalmente fisiche verso gli Ebrei.
Il caso massimo di aggressività antisemita si ha con il caso Dreyfus, dove Alfred Dreyfus, un capitano d’artiglieria ebreo, venne accusato di spionaggio a favore dell’esercito tedesco; da ciò nacquero diverse discussioni che portarono allo scontro politico, con però Dreyfus che alla fine viene graziato e riabilitato nell’esercito francese.

Un giornalista Ebreo, Theodor Herzl, vista la fine dell’emancipazione nei confronti degli ebrei, pubblicò nel 1896 ‘Lo Stato Ebraico’, libro in cui indica come unica via salvezza per il suo popolo il costruire un moderno ed autonomo Stato nazionale ebraico, da collocare in America Latina o in Palestina.
Questa ipotesi venne discussa ed accettata durante il I Congresso Sionista del 1897, durante il quale venne anche fondata l’Organizzazione Sionista Mondiale, che, dopo la morte di Herzl, prende in considerazione di fondare uno Stato Ebraico in Palestina.

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