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Il Quarantotto in Italia

Il biennio delle riforme

Il periodo che va dal 1846 al 1848 è noto come biennio delle riforme. Ebbe inizio con l’elezione di papa Pio IX il quale, pur essendo un moderato, suscitò le simpatie dei liberali a causa di alcune aperture progressiste.
Nel Regno delle Due Sicilie il rifiuto di attuare qualsiasi riforma scatenò la rivolta popolare il 12 gennaio 1848. Ferdinando II, spaventato, proclamò l’autonomia della Sicilia e concesse la Costituzione. Seguirono le costituzioni del Granducato di Toscana, del Regno di Sardegna (Statuto Albertino) e dello Stato Pontificio.

Dall’insurrezione alla guerra federale

Alla notizia dell’ insurrezione di Vienna, Venezia e Milano (dove, durante le cinque giornate, le truppe austriache furono cacciate) insorsero, e la protesta si estese anche in zone non sottoposte al dominio asburgico. Molti premevano per l’intervento di Carlo Alberto di Savoia, il quale il 23 marzo dichiarò guerra all’ Austria allo scopo di acquisire nuovi territori e impedire che l’iniziativa indipendentista fosse condotta da democratici e repubblicani.

Per lo stesso motivo Pio IX, Leopoldo II di Toscana e Ferdinando II di Napoli inviarono truppe in aiuto a Carlo Alberto.
La guerra assunse così carattere federale. Dopo le sconfitte di Goito e Pastrengo, gli Austriaci guidati da Radetzky si asserragliarono nella zona del quadrilatero (Mantova, Peschiera, Legnano e Verona). Sotto la minaccia di uno scisma da parte dell’ Austria, Pio IX si ritirò dal conflitto, seguito da Leopoldo II e Ferdinando II.

I Piemontesi da soli: la guerra regia

Pur rimasto solo, Carlo Alberto vinse a Curtatone e Montanara, Goito e Peschiera. Milano, Parma, Modena e Venezia furono annesse al Regno di Sardegna. Gli Austriaci però ebbero il tempo di reagire e sconfissero le truppe piemontesi a Custoza (23-25 luglio). Con l’armistizio Salasco, firmato a Vigevano il 9 agosto 1848, si chiudeva la prima fase della guerra.
I patrioti non accettarono la sconfitta e una nuova ondata di protesta percorse la penisola:
- Nello Stato Pontificio, fuggito Pio IX, venne costituita la Repubblica Romana guidata da Mazzini, Armellini e Saffi.
- In Toscana, fuggito Leopoldo II, Guerrazzi, Montanelli e Mazzoni costituirono un triumvirato con l’obiettivo di instaurare la repubblica.
Carlo Alberto decise allora di riprendere il conflitto con l’Austria, ma il suo esercito fu pesantemente sconfitto a Novara. Il sovrano sabaudo abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II e con l’armistizio di Vignale (24 marzo 1849) il Regno di Sardegna tornò ai confini precedenti: finiva così la prima guerra d’indipendenza. In seguito, le repubbliche instaurate in Italia caddero e Venezia si arrese agli Austriaci.

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