Il regime si consolidò attraverso il terrore poliziesco, la ricerca di consenso attraverso l’azione propagandistica e mediante l’inquadramento della popolazione nel partito nazista.
Il terrore poliziesco nazista si caratterizzò per la repressione delle opposizioni e di ogni forma di dissenso, avvalendosi della Gestapo e delle SS; per l’internamento in campi di concentramento di quasi un milione di tedeschi, e per l’eliminazione, talvolta, fisica degli oppositori; per le persecuzioni contro gli ebrei, cominciate nel 1933 e aggravate dall’approvazione delle Leggi di Norimberga, dello stesso anno, volte a difendere il sangue e l’onore tedesco, che giunsero velocemente a forme di violenza aperte. Importante l’episodio della notte dei cristalli (9-10 novembre 1938), in cui furono malmenati e uccisi per strada molti ebrei.
L’ inquadramento della popolazione avvenne per i lavoratori Fronte del lavoro, sorto al posto dei sindacati, e per i giovani nella formazione della Gioventù hitleriana. Anche le attività culturali furono sottoposte al nazismo (Istituto della cultura del Reich).

Per quanto riguarda la propaganda, invece, fu fondato il Ministero per la Propaganda (Goebbels). Proprio la propaganda, strumento fondamentale nel consolidamento del regime, fu martellante e capillare, avvalendosi dei mass media. Esaltava il culto del Fuhrer e l’orgoglio di appartenere a una razza eletta, che determinò la coesione della massa, insieme all’odio delle minoranze, sia etniche che religiose.
L’evocazione del mito del capo carismatico, fu comunque consacrata dai successi ottenuti da Hitler in politica interna (ripresa dell’economia tedesca attraverso una politica autarchica, che permise non solo di risparmiare i capitali che si sarebbero dovuti investire nell’importazione, ma anche di favorire l’industrializzazione proprio attraverso quei capitali risparmiati).

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