Proibizionismo

Nel 1919 venne varato il 18° emendamento della costituzione che proibiva l’uso delle bevande alcoliche. Per proibizionismo si intende l’insieme dei provvedimenti legislativi atti a vietare la produzione, il commercio e il consumo di bevande alcoliche negli Stati Uniti. L’emendamento era costituito da tre paragrafi:
- il primo sanciva che entro un anno dalla rettifica dell'articolo stesso, produzione, vendita, trasporto, importazione ed esportazione di bevande alcolica nei territori sotto la giurisdizione americana sarebbero stati proibiti;
- il secondo specificava che il Congresso e tutti gli stati avrebbero avuti pieni poteri per farlo rispettare;
- il terzo infine dichiarava che l'articolo avrebbe perso di efficacia solo con la creazione di un nuovo articolo che l'avrebbe dichiarato "non valido".

Posta fin dagli inizi dell'Ottocento, la questione della limitazione dell'uso di bevande alcoliche era stata nel corso del secolo il motivo conduttore di una serie di movimenti, l'American society for the promotion of temperance, sorse nel 1826 su iniziativa di un gruppo di pastori di Boston. Nel 1833, a Filadelfia, era stata fondata l'American Temperance Union, che nei singoli stati aveva reclamato l'adozione di leggi proibizionistiche. Anche l’Anti-Saloon League of America si riprometteva la chiusura dei saloon e nel 1869 si costituì addirittura un partito proibizionista (Prohibition Party).

Per favorire lo sforzo bellico si era proibito l'utilizzo di cereali e frutta per la produzione di alcol. Ma fortissimo era il pregiudizio per cui il consumo di alcol non potesse essere tollerato in una società industrializzata che richiedeva ordine, disciplina, piena disposizione fisica e mentale. Con il diciottesimo emendamento alla costituzione, ratificato da tutti gli stati a eccezione di Connecticut e Rhode Island, furono proibiti entro i confini degli Stati uniti la fabbricazione, la vendita e il trasporto a scopo di consumo dei liquori nocivi.
Il nobile esperimento, sostenuto soprattutto da ambienti conservatori e razzisti, non solo fallì i suoi obiettivi, ma produsse anche gravi ripercussioni sociali, alimentando, col contrabbando, la crescita della criminalità organizzata (gangster). Le leggi proibizioniste non riuscirono a ridurre il consumo di sostanze alcoliche, l'unico reale effetto che sortirono fu quello di creare un enorme traffico clandestino.
Ben presto nell'ambiente del commercio illecito comparirono le figure dei trafficanti e dei contrabbandieri, che smerciavano in tutto il paese gli alcolici di importazione, prevalentemente dal Canada, e quelli di produzione interna. La violazione del diciottesimo emendamento, era punita come reato federale e ben presto l'applicazione del proibizionismo passò dal semplice "far rispettare una legge" ad una vera e propria guerra senza quartiere contro i trafficanti di liquori e contro le famiglie mafiose. Il proibizionismo sulle bevande alcoliche trovò anche qualche spunto in Europa, specialmente nei paesi scandinavi come la Finlandia o la Norvegia, ma, come per gli Stati Uniti, tale normativa non produsse affatto gli effetti sperati. Il proibizionismo statunitense, durò per circa 14 anni, ma in tutto quel periodo le bevande alcoliche non cessarono di essere prodotte, vendute e consumate. Nel 1933, il Congresso degli Stati Uniti votò a favore del ventunesimo emendamento che sanciva definitivamente l’era del proibizionismo.

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