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I problemi del Regno d'Italia

Nel giugno del 1861 però Cavour morì. Al Regno d’Italia mancavano ancora i territori del Lazio (nelle mani del papa), Mantova, il Friuli, il Trentino e il Veneto (nelle mani degli austriaci). Il primo problema consisteva nel completare l’unificazione del Regno d’Italia. Un secondo problema era rappresentato dalla collocazione internazionale del nuovo regno appena formato. Infatti molti stati europei erano ora ostili all’Italia, come la Francia, l’Austria e la Prussia, mentre solo l’Inghilterra e gli Stati Uniti simpatizzavano per le sue sorti. Un enorme problema era rappresentato dal fatto che il Regno d’Italia aveva ereditato i debiti di tutti gli stati di cui era composto. Il nuovo stato poi aveva il problema delle comunicazioni molto scadenti; c’era una rete ferroviaria abbastanza efficiente in Lombardia e in Piemonte, mentre nel resto d’Italia i trasporti erano molto difficili. Si trattava inoltre di un paese che presentava fortissime differenze poiché era sempre stato diviso in varie parti dai tempi dell’impero romano. C’era il problema della lingua e dell’alfabetizzazione perché solo il 20% capiva l’italiano e solo il 10% sapeva leggere e scrivere in italiano. L’italiano era considerata una lingua dotta e quasi ovunque si comunicava con i vari dialetti locali. Un ennesimo problema era rappresentato dalle leggi che dovevano essere uniformate. Un altro problema era rappresentato dal papa che aveva deciso di scomunicare tutti coloro che avevano contribuito alla conquista delle terre vaticane da parte dell’esercito sabaudo. C’era poi bisogno di una gran quantità di soldi per riformare l’Italia che però scarseggiavano.

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