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Alla fine della guerra gli Stati Uniti sono creditori verso tutti i paesi europei, infatti, al contrario della Germania, vi è un periodo (circa 20 anni) di prosperità: l’economia americana si basava su una buona politica import export sull’onda della produzione per la guerra.
Gli anni dello sviluppo sono quelli tra i 1922 e il 1929, durante i quali è Presidente il repubblicano Calvin Cooleridge, il quale adotta una politica isolazionistica, di libero mercato e abolendo le leggi antitrust
Tutto ciò protegge l’America dall’introduzione di idee Marxiste e quindi comuniste.
Venne anche introdotto il proibizionismo, quindi vi era anche lo spaccio clandestino di alcolici, e di conseguenza lo sviluppo di Mafia e Gang.
Il 24 ottobre 1929 (Giovedì Nero) il mercato si satura e le azioni crollano.
Il 29 ottobre (Martedì Nero) vi è il crollo definitivo della Borsa, che causò un aumento della disoccupazione.

Franklin Delano Roosevelt, democratico, pensò che bisognasse intervenire sul modello economico del paese, così chiama un BrainTrust: grazie al quel venne attuato un radicale programma di riforme economiche chiamato New Deal: venne aumentato il controllo sulle banche e i centri finanziari, venne attivata una politica anti-deflazionistica (maggiore moneta), venne garantito un salario minimo, vi furono degli investimenti nell’agricoltura e nelle opere pubbliche.
Però la soluzione definitiva ai problemi dell’economia americana fu la seconda guerra mondiale.
Roosevelt rimase in carica per tre mandati, e si ispirò alle teorie di John Maynard Keynes, secondo le quali c’era la necessità di intervento statale tramite una politica di sostegno.

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