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Situazione dei Situazione dell’Europa

Dopo la Prima Guerra Mondiale, in Europa, i rappresentanti delle potenze vincitrici (Italia, USA, Inghilterra, Francia) si riunirono nella conferenza di pace di Parigi. Da questa conferenza nacque l’autodeterminazione dei popoli, principio secondo il quale entro i confini si deve avere la stessa lingua e la stessa nazionalità; ma da questa Conferenza nacque anche la Società delle Nazioni sistema che ben presto fallì proprio perché ci fu lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. In questa conferenza ci fu una vera umiliazione per la Germania, che essendo uno dei paesi perdenti, fu costretta a perdite territoriali, risarcimenti economici, e anche a un’eccessiva riduzione dell’esercito a scopo difensivo. Ci fu la perdita dell’Impero ottomano e austroungarico, ma ci fu anche la nascita di diversi stati indipendenti.
Situazione del Giappone e della Cina.

Il Giappone, dopo la prima guerra mondiale, iniziò la sua grande espansione, da una parte si estese fino ad arrivare in Cina, dall’altra invece si estese fino ad avvicinarci ai territori degli Usa. Iniziò l’espansione con la conquista delle ex colonie tedesche in Asia, e nel 1931 occupò la Manciuria. Grazie a questa occupazione ci fu un conflitto interno in Cina, tra il Partito Nazionalista guidato da Kai-shek e il partito comunista cinese, guidato e fondato da Mao Tse-Tung. Il Partito Nazionalista ebbe la meglio, cosi i comunisti si spostarono nel nord del paese e fondarono una repubblica comunista. L’avanzata dell’esercito giapponese, comunisti e nazionalisti deposero ogni rivalità e adottarono una politica di unità nazionale (’37) alleandosi nella guerra contro il Giappone.
Situazione dell’USA.
Gli Stati Uniti, già di per sé ricchi di risorse materiali (carbone, petrolio, ferro) continuarono con una rapida crescita economica grazie alle idee di Taylor. Il Taylorismo prevedeva per ogni operaio un’estrema specializzazione nella catena di montaggio, tutto ciò era comodo al capitalista poiché velocizzava i tempi di produzione di un pezzo ma alienante per l’uomo che era ormai ridotto a una vera e propria macchina. Henry Ford fu il più grande sperimentatore della catena di montaggio, infatti, la sua fabbrica fu in grado di produrre una macchina ogni due minuti. Alla catena di montaggio si aggiunse il mancato intervento dello stato che provocò la nascita dei trust (pochi gruppi detengono il monopolio su un singolo settore). Ciò facilitò la nascita dei sindacati con le prime leggi sociali (riduzione del lavoro a 8 ore quotidiane e maggiori diritti) e la nascita degli antitrust con Roosevelt. Negli USA lo sviluppo industriale si tradusse in espansionismo che portò al controllo su Filippine, Portorico, Samoa, Cuba, Panama, dopo anche verso il Messico dove si trovò a far fronte alla rivoluzione guidata da Pancho Villa e Emiliano Zapata.
Situazione della Russia.
Agli inizi del ‘900 la Russia si trovava con la monarchia assoluta, quindi con lo zarismo, l’ultimo zar fu Nicola II Romanov. La Russia si trovava in un momento di crisi popolare, c’era mancanza di materie prime, di beni alimentari e l’aumento dei prezzi degli alimenti, tutto ciò porto a un malcontento popolare. La Russia si rese partecipe alla Prima Guerra Mondiale affianco alla Triplice Intesa (Russia, Francia, Inghilterra ) contro la Triplice Alleanza ( Italia, Austria, Germania ). Nel 1917 ci fu la Rivoluzione di Febbraio, dove lo zar Nicola II Romanov e famiglia furono arrestati e portati via da Pietrogrado, cosi si forma un governo provvisorio (borghesia) guidati da L’vov. Qui abbiamo un dualismo di potere, da una parte la borghesia e dall’altra la nascita dei soviet popolari (contadini, soldati , operai, insomma proletariati..). Sempre nel ’17 ci fu la Rivoluzione D’Ottobre, dove avvenne l’eliminazione completa dello zarismo, e l’ascesa al potere dei Soviet. Ci furono le “Tesi d’Aprile” formulate da Lenin che miravano a trasformare la rivoluzione borghese di febbraio in una rivoluzione proletaria e comunista; le linee guida di queste tesi erano : “Tutto il potere ai Soviet! La terra ai contadini e le fabbriche agli operai! La pace ai popoli! “ Il 24-25 ottobre (calendario russo) ci fu la vera rivoluzione d’ottobre quando la guardia rossa (un corpo operaio armato) occupa il Palazzo D’Inverno con lo scopo di allontanare tutti i corpi borghesi dall’apparato del potere politico e formare un nuovo governo rivoluzionario composto da operai e soldati. Lenin, per raggiungere gli obiettivi interni decide di abbandonare la guerra (Pace di Brest-Litovsk, 3 marzo 1918) a condizione della cessione della Polonia, Lituania e parte della Bielorussia riconoscendo indipendenti la Finlandia e L’Ucraina, quest’ultima molto importante (perché costituiva la percentuale maggioritaria della produzione agricola, metallurgica e carbonifera). Dopo la rivoluzione d’ottobre in Russia ci fu una guerra civile tra l’armata rossa (bolscevichi-soviet) e l’armata bianca (menscevichi-monarchia attenuata). Nel 17 luglio 1918 l’armata rossa elimina definitivamente la famiglia imperiale e il partito comunista russo diventa partito unico. Nel 1921 Lenin ha fondato la Nep (Nuova Politica Economica) una tappa di transizione tra capitalismo e socialismo. Lenin diede una riorganizzazione territoriale e politica alla Russia, e nel corso del primo congresso dei Soviet (30 dicembre ‘22) nacque l’URSS(Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche); nel 1924 Lenin morì. Con Stalin, successore di Lenin, nacque lo Stalinismo, nei provvedimenti presi da Stalin, ci sono alcuni che vanno contro la Nep:
• Collettivizzazione delle campagne (avveniva l’esproprio delle terre)
• Industrializzazione forzata (rimosse la liberazione della Nep e ci fu lo sfruttamento della forza-lavoro umana)
Stalin utilizzò l’arma del terrore e della repressione per incentrare su se stesso la propaganda, in tutto ciò ricordiamo:
• Grandi purghe : (’36-’38) i bolscevichi vennero condannati per presunta attività anticomunista, condivisione del pensiero di Stalin;
• I Gulag : campi di concentramento per gli oppositori.
Nel 1933 l’URSS venne annessa alla Società delle Nazioni.
paesi dopo la Prima Guerra Mondiale

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