maryP di maryP
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Primo Dopoguerra - Scenairo Mondiale

Pacificazione impossibile
La contraddittoria ricerca di un nuovo equilibrio: i 14 punti di Wilson
La guerra aveva creato conseguenze disastrose:
* moltissimi morti
* intere nazioni messe in ginocchio
* Quattro grandi imperi (austro-ungarico, ottomano, tedesco e russo) erano crollati. La Conferenza di pace ci fu a Parigi, ma vi parteciparono solo i paesi vincitori, i vinti non poterono partecipare alle trattative. I trattati furono chiamati come i posti vicino Parigi in cui furono firmati. La pace senza annessioni e senza indennità che voleva Lenin per la Russia ebbe consensi molto vasti. Il presidente americano Wilson aveva presentato 14 punti sui quali doveva fondarsi il ristabilimento dell’equilibrio internazionale; tra i punti:
1. la soppressione delle barriere economiche tra gli stati
2. la libertà di navigazione in tutti i mari
3. un disarmi generale
4. lo sviluppo autonomo dei popoli negli imperi austro-ungarico e ottomano
5. la Società delle nazioni, che doveva garantire il rispetto dell’indipendenza territoriale e politica degli stati
Gli obbiettivi della Gran Bretagna e della Francia
I vincitori volevano ottenere i maggiori vantaggi possibili a scapito degli sconfitti. La Francia voleva ridurre la Germania in condizioni durissime. Con l’armistizio di Rethondes:
1. l’esercito tedesco doveva consegnare l’armamento pesante
2. dovette cedere tutte le sue colonie
3. dovette ridare l’oro sottratto ai paesi invasi
Questo andava incontro allo scopo della Gran Bretagna di eliminare la concorrenza tedesca sui mari, ma non annientava la Germania come nazione, scopo della Francia. La Francia voleva essere l’unica grande potenza continentale, ed aveva paura delle truppe tedesche, che avevano invaso il suo territorio.
Il trattato di Versailles: l’annientamento della Germania
La Francia prevalse sulle altre nazioni, e il trattato di Versailles attribuì alla Germania la responsabilità del conflitto e quindi l’onere della ricostruzione. Le condizioni di pace furono durissime:
* i confini della Germania vennero ridisegnati e la Germania restituì alla Francia l’Alsazia-Lorena, e cedette del territorio al Belgio, alla Danimarca e alla neonata Cecoslovacchia, inoltre cedette, anche alla Polonia importanti aree industriali e dovette pagare una somma enorme di denaro dilazionata in un debito di trenta anni per la ricostruzione e per le pensioni di guerra, la coda più costosa
La Francia (con Clemenceau come presidente) così facendo non eliminò ma aumentò il rischio di futuri conflitti. I risultati di Versailles avevano mostrato che:
1. l’Europa era ancora il centro degli equilibri internazionali
2. gli Stati Uniti rinunciarono a un ruolo guida perché prevalse il loro tradizionale isolazionismo. Questo fu evidente quando i repubblicani votarono contro la Società delle nazioni, proposta dal loro presidente Wilson.
Il trattato di Saint-Germain: la spartizione dell’impero austro-ungarico
La spartizione dell’ex impero autro-ungarico fu decisa a Saint-Germain e dopo a Trianon. Anche l’Austria fu severamente punita. Per quanto riguarda il territorio:
* la Boemia e la Moravia furono cedute alla Cecoslovacchia
* il Sudtirolo, il Trentino, Trieste e l’Istria all’Italia
La creazione di questi nuovi stati, basata sul principio di nazionalità, aveva:
1. punito l’Austria
2. aumentato i pericoli di una nuova guerra, già costituiti dalla Germania umiliata
La causa dell’instabilità europea era costituita dal fatto che la Germania era circondata da tanti piccoli stati con molti tedeschi che si volevano riunire con la madrepatria. Inoltre la formazione di questi nuovi stati creava nuove minoranze nazionali, e quindi nuove cause di attrito.
Il riassetto dei confini italiani
Il ruolo dell’Italia nella conferenza di pace fu minore rispetto a quelli dei vincitori. La delegazione italiana era guidata da
* il presidente del consiglio Vittorio Emanuele Orlando
*il ministro degli esteri Sidney Sonnino
Volevano ottenere il territorio previsto dal patto di Londra, grazie al quale l’Italia era intervenuta a fianco dell’Intesa. La maggior parte dei territori facevano parte dell’Austria, perché l’allargamento dell’Italia doveva servire a controbilanciare la potenza austriaca. Però quando il patto di Londra era stato stipulato, non erano stati previsti:
* il crollo dell’impero asburgico
* la nascita della Jugoslavia
Inoltre il patto di Londra era in contrasto con le idee di Wilson, che voleva disegnare la linea della frontiera italiana secondo la nazionalità del popolo. Però in Istria e Dalmazia era impossibile, perché:
1. le città erano abitate di più da italiani
2. le campagne da croati o sloveni
La città di Fiume affermò di voler far parte dell’Italia, e questo servì a Clemenceau e Lloyd Gorge per mettere in discussione il patto di Londra, visto che Fiume non era compresa. Orlando e Sonnino abbandonarono la conferenza come protesta. Wilson però fu irremovibile, perché:
* l’Italia era debole rispetto agli altri paesi, perché non poteva fare a meno degli aiuti economici degli Stati Uniti
* Wilson non voleva scontentare la Jugoslavia dando Fiume all’Italia, perché Fiume era un importante sbocco al mare per gli jugoslavi
Orlando e Sonnino ritornarono alla conferenza senza aver ottenuto nulla, e questa fu chiamata una “vittoria mutilata”.
Il trattato di Sevres: la spartizione dell’ex impero ottomano
Il trattato di Sevres era sulla spartizione del territorio dell’impero ottomano, che fu ridotto a un lembo di terra comprendente Costantinopoli e l’Anatolia settentrionale. La maggior parte dei territori da spartire furono dati a Francia e Inghilterra, e divennero aree semicoloniali. Però questo fece nascere dei conflitti, perché il nazionalismo turco e arabo era molto forte.

Crisi imperi Coloniali e "Risveglio dei popoli"
Anticolonialismo e nazionalismo nel Medio oriente
- L’Inghilterra decise di scendere a compromessi con le spinte indipendentistiche. Creò il Commonwealth, ossia un’organizzazione delle colonie, che diventavano dominions, ossia erano indipendenti ma legati da affari economici e fedeli alla corona britannica. Però furono incluse solo le colonie a maggioranza bianca.
- La Francia invece non lasciò spazio alle spinte indipendentistiche, e questo causò rivolte e movimenti anticolonialisti.
Il nazionalismo arabo era molto diverso da quelli europei:
- quelli europei erano basati più sulle singole identità nazionali e sulle tradizioni
- quelli arabi invece tenevano conto, oltre che delle singole identità nazionali, anche della comune identità araba e islamica.
Questo “risveglio dei popoli” era causato:
- dal fatto che, durante la prima guerra mondiale, molti uomini delle colonie erano andati a combattere e avevano conosciuto la cultura europea, e era avvenuta una presa di coscienza collettiva sulla loro condizione
- il principio di autodeterminazione dei popoli di Wilson
- il messaggio di emancipazione della rivoluzione d’ottobre
La nascita della repubblica in Turchia
In Turchia, a causa delle gravi condizioni imposte dal trattato di Sevres, ci fu un forte movimento della nazionalità turca. Un generale, Mustafa Kemal detto Ataturk (“padre turco”), fu il capo della lotta per l’indipendenza:
- riconquistò i territori controllati dai greci e parte dell’Armenia
- rovesciò il sultano
- proclamò la repubblica

Con il trattato di Losanna gli accordi di Sevres furono cancellati e fu riconosciuto la repubblica turca
- con capitale Ankara
- con come capo Kemal Ataturk
La rivolta dei curdi, che chiedevano l’applicazione dell’autonomia in base agli accordi di Sevres, fu repressa nel sangue. Kemal:
- fu molto autoritario
- impose la laicizzazione e la modernizzazione del paese, le scuole coraniche e i tribunali religiosi furono aboliti, fu introdotto l’alfabeto latino al posto di quello araboe fu concesso il voto alle donne.
L’indipendenza dell’Egitto e la penetrazione ebraica in Palestina
In Egitto la Gran Bretagna fu costretta a rinunciare al protettorato, potè mantenere solo un controllo economico, infatti grazie a degli aiuti che diede all’Egitto, ottenne il controllo del canale di Suez, molto importante nel commercio internazionale.
La lotta per l’indipendenza in India
La Gran Bretagna, per avere l’appoggio degli indiani alla guerra, aveva promesso loro di lasciare molte più libertà di governo all’India. Nacque il partito del congresso, un partito simile a quelli occidentali che chiedeva riforme e più autonomia. Dopo le rivendicazioni divennero più nazionalistiche e di massa. Questo creò contrasti con la minoranza mussulmana. Una concessione inglese fu l’estensione del diritto di voto, ma le assemblee elettive restarono praticamente senza poteri a causa del diritto di veto del viceré e dei governatori locali. Alcuni provvedimenti repressivi suscitarono proteste. Il governo degli inglesi e gli indiani furono sempre più in conflitto, fino ad arrivare alla strage di Amritsar, dove l’esercito inglese sparò sulla folla.
La cultura politica di Gandhi
Gandhi era un avvocato che era stato per 15 anni in Sudafrica. Lì aveva cominciato a lottare contro le discriminazioni da parte dei bianchi verso neri e indiani, maturando un metodo di lotta basato sulla non-violenza e sulla disubbidienza civile. Tornato in India divenne il leader del partito del congresso, e riuscì a mobilitare le masse che, nelle sue idee, vedevano rispecchiarsi le tradizioni indiane. Nella cultura di Gandhi confluivano sua il romanticismo dell’800 sia il radicalismo politico. Nelle sue idee confluivano sia le tradizioni indiane sia l’avversione per la modernità, ma la sua lotta per la libertà dei popoli era di tipo pacifico, perciò divenne la guida non solo degli indiani, che lo chiamarono “mahatma”, ossia grande anima, ma anche di altri movimenti nel resto del mondo.
L’azione politica di Gandhi
Nel 1921-22 Gandhi fece la prima grande campagna: la incentrò su:
- boicottaggio delle merci inglesi
- rifiuto di usare i servizi pubblici coloniali
- astensione dal lavoro
- insubordinazione alle leggi ingiuste
- resistenza passiva alle forse dell’ordine
Gandhi coinvolse tutti gli indiani, di tutte le caste, sia gli uomini sia le donne. Prima di allora nessuno aveva creato un movimento così popolare. Inoltre coinvolse anche molti politici che volevano togliere la dominazione inglese. Durante la seconda campagna Gandhi fece un gesto molto simbolico: raccolse il sale dal mare. Questo significava il volersi rendere indipendenti dal monopolio inglese e il volersi rifiutare di pagare le tasse. All’inizio gli inglesi reagirono con azioni repressive, infatti anche Gandhi fu più volte incarcerato, ma successivamente, visti gli scarsi risultati, il governo inglese decise di concedere una costituzione e ampie autonomie locali.

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