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LO SPAVENTOSO DOPOGUERRA

Dopo la prima guerra mondiale la situazione economica dell’Italia era grave.
Le industrie,che si erano attrezzate per la guerra, rimasero senza lavoro e dovettero licenziare gli operai in attesa di potersi trasformare in industrie di pace.
Anche l’agricoltura era in crisi, perché era stata troppo trascurata durante la guerra per la scarsità di mano d’opera. I reduci della guerra non trovavano lavoro. Il malcontento era diffuso e in tutta Italia vi furono disordini,scioperi,occupazione delle fabbriche.
Il governo italiano, purtroppo non era in grado di prendere i provvedimenti necessari.
Prese così il sopravvento una nuova formazione politica, il movimento fascista, che ebbe il suo capo in Benito Mussolini.
Il partito fascista conquistò con la forza il potere: la marcia su Roma (1922) concluse un periodo di gravi disordini e di continue violenze contro gli oppositori e diede origine alla dittatura, cioè alla fine della libertà.
Nei primi anni della sua dittatura, Mussolini attuò importanti opere pubbliche: fece costruire ponti ,acquedotti,strade e diede impulso all’agricoltura e all’ industria.
Gradualmente il fascismo assorbì tutti i diritti trasformandosi in governo totalitario.
Gli interessi,le opinioni, i diritti di ogni cittadino furono subordinati a quello dello Stato.
Ogni manifestazione del pensiero venne controllata per evitare critiche. Tutti i mezzi di informazione:giornali,stampa,radio,cinema,divennero strumenti di propaganda per creare nel popolo una mentalità fascista. Come in ogni Stato autoritario, quindi,la libertà di parola, di stampa e di associazione scomparvero.
Coloro che erano sospettati contrari al regime fascista erano esclusi da ogni responsabilità pubblica e subivano vere e proprie persecuzioni: venivano imprigionati o costretti a vivere in segregazione ,oppure dovevano scegliere la via dell’esilio.
Durante il governo fascista, l’11 febbraio 1929, tra l’Italia e la Santa Sede furono firmati i Patti Lateranensi per ristabilire l’accordo tra lo Stato e la Chiesa.
Nei trattati, la Santa Sede riconosceva Roma capitale dello Stato italiano, e lo Stato italiano,a sua volta, riconosceva al Sommo Pontefice la sovranità sulla Città del Vaticano.
Anche in Germania il dopoguerra fu spaventoso: vi erano milioni di uomini disoccupati, le finanze dello Stato erano allo stremo il valore del marco (la moneta della Germania) era diminuito moltissimo.
Così dopo anni di profonde inquietudini, andò al potere in Germania il partito nazista,guidato da Adolfo Hitler. Con l’ascesa al potere di Adolfo Hitler,la Germania subì una profonda trasformazione.
La terra di grandi scrittori e poeti, di musicisti e geniali scienziati si trasformò in un carcere e in una immensa caserma.Tutti gli oppositori del nazismo vennero eliminati, gettati in campi di concentramento o uccisi .La politica di Hitler si basava sul razzismo, i nazisti esaltavano la propria razza e disprezzavano chiunque non vi appartenesse,specialmente gli ebrei erano considerati una razza destinata a scomparire e vennero perseguitati senza pietà. A partire dal 1935, furono emanate leggi che proibivano agli ebrei di frequentare le scuole, i locali pubblici,e usare i mezzi di trasporto. Dopo aver emanato le leggi razziali, Hitler ordinò che venissero tolte tutte le proprietà agli ebrei , così i nazisti poterono impossessarsi delle loro ricchezze. Hitler ordinò di isolare gli ebrei nei ghetti ,che erano quartieri chiusi da un alto muro e di escluderli da ogni incarico pubblico e dalle scuole. Dal 1938 al 1945 Hitler realizzò un progetto per sterminarli: dai ghetti gli ebrei venivano trasferiti nei campi di concentramento, dove erano costretti ai lavori forzati e poi, stremati dalla fatica, dalla fame, e dalle violenze subite, venivano uccisi nelle camere a gas. In questo modo morirono 6.000.000 di uomini, donne e bambini ebrei.
Nel 1938, in seguito agli accordi politici fra Hitler e Mussolini, anche il governo fascista italiano emanò leggi razziali simili a quelle naziste. Secondo queste leggi gli ebrei non potevano insegnare e i loro bambini non potevano frequentare le scuole. A partire dal 1943 le leggi razziali diventarono spietate e migliaia di ebrei italiani vennero deportati nei campi di sterminio nazisti. Pochissimi riuscirono a sopravvivere.

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