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LA PRIMA GUERRA D’INDIPENDENZA

La situazione italiana dopo l’arrivo di Carlo Alberto a Milano si articola ulteriormente poiché entrando in città dichiara formalmente guerra all’Austria, invadendo un territorio straniero, e subdolamente spinge gli altri stati della penisola ad allearsi con lui per liberare il Lombardo-Veneto ricevendo anche la disponibilità del papa e del granduca di Toscana ma l’Austria interviene diplomaticamente verso gli altri Stati convincendoli delle cattive intenzioni di Carlo Alberto, che una volta conquistato il territorio non lo avrebbe spartito ma se lo sarebbe tenuto per sé: gli altri stati ritirano il loro appoggio e Carlo Alberto si trova a combattere da solo ma dopo una fase positiva fu sconfitto e chiese l’armistizio.
Le vicende italiane si dovrebbero concludere con questo armistizio, ma nella penisola fervono iniziative dei democratici più vicini a Mazzini che riescono persino a scacciare il papa e il granduca di Toscana e mettendo Carlo Alberto in una situazione difficile perché lui aveva fallito mentre i democratici, suoi nemici, stavano riportando dei successi con un’azione più valida della sua: quindi per non far vedere che si era sbagliato e visto che Milano era ancora indipendente ma Venezia no, dichiara guerra all’Austria ma subito nella prima battaglia viene sconfitto e l’unica soluzione per salvare il Piemonte dalle quasi sicure richieste di territori dell’Austria era di abdicare in favore del figlio e di assumersi tutta la responsabilità. Termina così la prima guerra di indipendenza che lascerà come unico segno lo statuto Albertino.

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