Ominide 164 punti

La guerra scoppiò nel giugno 1914, dopo che venne assassinato l’erede al trono austriaco da dissidenti serbi, sostenuti dalla Germania. Questo avvenimento non fu la causa della guerra, ma la goccia che fece traboccare il vaso. Infatti la questione d’oriente e l’assetto coloniale aveva lasciato degli squilibri internazionali, aggravati poi dalla Weltpolitik guglielmina.
• dinamismo e aggressività della politica di Guglielmo II  rivalità con Inghilterra
• rivalità economiche ed espansionistiche
• revanscismo francese nei confronti della Germania
• rivendicazioni nazionali dei serbi
Nel momento in cui si sparse la notizia dell’attentato e l’Austria attaccò la Serbia scattò il sistema delle alleanze, come se fosse un effetto a catena, con la mobilitazione generale dell’intera Europa. Gli schieramenti sono: Russia, Francia e Inghilterra, contro Germania e Austria. L’Italia non intervenne fino al 1915.

Guerra di Posizione

La Germania attuò i piani Schlieffen che prevedevano un’aggressione lampo in Belgio; tuttavia fallì nella battaglia della Marna, in cui i Belgi opposero un’accanita resistenza e i francesi ebbero l’opportunità di prepararsi al conflitto. La guerra da quel momento in poi si sarebbe tramutata in una guerra di logoramento, caratterizzata da avanzamento e resistenza lungo le posizioni, disseminate di trincee. Agli inizi del 1915, la guerra si stabilizzò anche sul fronte orientale, presso i laghi Masuri. Il fronte Occidentale si stabilizzò lungo una linea che percorreva l’Europa dal Mar del Nord al confine Svizzero, mentre quello Orientale lungo una linea dal Mar Baltico al Mar Egeo.
Evento drammatico fu il genocidio degli Armeni da parte dei Turchi.
Scenari Extraeuropei
Germania e Inghilterra diedero inizio a una guerra navale e sottomarina lungo le principali rotte dell’Atlantico e del Pacifico, al fine di impedire i rifornimenti di cibo e armi. Nel maggio si verificò un incidente diplomatico con gli USA, dal momento che fu affondata da un sottomarino tedesco il transatlantico Lusitania.
Italia in Guerra
Siccome l’Austria aveva intrapreso un’offensiva in aperto contrasto con quanto prevedeva il trattato d’Alleanza, l’Italia nel 1914 aveva dichiarato la sua neutralità.
Si susseguirono nei mesi successivi discussioni riguardo l’intervento in guerra dell’Italia.
Da una parte c’erano i neutralisti di cui facevano parte:
• i cattolici, per ragioni ideologiche
• i socialisti, che consideravano la guerra come una guerra borghese

• liberali e giolittiani, i quali erano convinti di poter ottenere maggiori vantaggi con la neutralità
• i parlamento che riteneva la guerra rovinosa per lo stato
Dall’altra gli interventisti:
• D’Annunzio, che prese parte al conflitto in prima persona
• Mussolini, che fece un voltafaccia e venne espulso da partito
• Socialisti rivoluzionari, che vedevano nella guerra un’occasione che poteva portare alla rivoluzione
• Irredentisti e nazionalisti che desideravano il recupero di alcune regioni
• Industriali
Nel 1915 l’Intesa si mosse per attirare dalla sua parte l’Italia e nell’Aprile venne stipulato il patto di Londra, con il quale l’Italia garantiva il proprio impegno in cambio di estendere i propri confini (Istria, Venezia, Dodecaneso, Dalmazia). Il patto era segreto e tale rimase fino al 1917. Anche il sovrano votò per la guerra e così l’Italia entrò nel conflitto.
Il conflitto da parte delle truppe italiane si combatte sul fronte dell’Isonzo e del Carso, contro le truppe Austriache proveniente di Nord. Durante le 4 battaglie dell’Isonzo l’Italia subì ingentissime perdite e si arrestò a Gorizia.
1916
Il terzo anno di guerra fu molto duro per tutti i belligeranti. Sui fronti non si ebbero importanti cambiamenti, ma le perdite furono enormi e sorsero difficoltà di approvvigionamenti. Le battaglie di Verdun e della Somme si risolsero in vere e proprie stragi, caratterizzate dall’uso di lanciafiamme, carri armati e bombe contenti gas.
Importante fu anche la guerra sul mare, che vide il ricorso ai sommergibili, capaci di colpire a sorpresa. In Maggio la Germania tentò di dare una svolta decisiva al conflitto sfidando apertamente l’Intesa nella battaglia dello Jutland. Sebbene sconfissero gli Inglesi, i Tedeschi dovettero abbandonare la guerra navale a cause delle ingenti perdite e per concentrarsi su quella terrestre e sottomarina.
In Maggio ci fu anche la Strafexpedition da parte degli Austriaci contro gli Italiani. Questa non era altro che una spedizione punitiva contro l’Italia traditrice della Triplice Alleanza. Questo episodio si concluse con le dimissioni Salandra e il nuovo governo Boselli, il quale, desideroso di rispettare i patti di Londra, dichiarò guerra alla Germania. Inoltre l’esercito italiano si era organizzato e aveva iniziato uno ponderosa offensiva sull’Isonzo, che terminò con un’ampia avanzata in Friuli.
1917
Nel febbraio 1917 crollò il fronte orientale a causa della rivoluzione russa. Nel Marczo 1917 venne stipulato l’armistizio di Brest-Litovsk (pace cartaginese).
In aprile i tedeschi avviarono una guerra sottomarina totale con la conseguenza che gli USA entrarono in guerra a fianco dell’Intesa. Il presidente Wilson pubblicò i 14 punti, ovvero quei principi con i quali gli States sancivano il loro intervento in guerra. Essi si ponevano come i difensori della libertà e della diritto, con l’obbiettivo di abbattere i regimi autoritari per una piena democrazia e una pace duratura. Inoltre il ceto industriale desiderava entrare in guerra per difendere le rotte commerciali nel Pacifico e nell’Atlantico. L’entrata in guerra degli Stati Uniti provocarono un forte indebitamento da parte dell’Europa. In Ottobre l’Intesa subì un duro colpo sul fronte italiano, infatti l’esercito aveva subito un’ingente disfatta a Caporetto, a causa del cedimento del fronte Russo. Tuttavia le truppe italiane si riorganizzarono e continuarono l’offensiva sull’Isonzo, riscontrano diversi successi verso Trieste.
1918
L’esercito dell’Intesa era stato riorganizzato grazie all’aiuto statunitense.
Le offensive austriache sul Piave fallirono, il fronte italiano tiene. Dopo l’offensiva italiana a Vittorio Veneto le linee austriache vennero sfondate e il nemico costretto alla ritirata. Vennero liberate Trieste e Trento e il 4 Novembre venne firmato l’armistizio tra Austria e Italia.
Intanto l’intesa rifiutò il tentativo di pace di Guglielmo II perché si voleva la capitolazione degli imperi centrali. La Germania costretta alla ritirata dopo la II battaglia della Marna. Sia in Austria che in Germania si proclamò la repubblica e l’11 novembre 1918 venne stipulato l’Armistizio tra l’Intesa e lo stato maggiore tedesco.

I socialisti avevano visto una possibile soluzione di pace senza vincitori né vinti e senza annessioni e indennità. Nel 1915 e nel 1916 aveva avanzato delle proposte di pace secondo tale principi, ma vennero rifiutati dall’Intesa siccome si desiderava la capitolazione degli imperi centrali. Inoltre desideravano sfruttare la disfatta del proprio paese in vista di una rivoluzione comunista.
Pace di Versailles 1919
Nel gennaio 1919 iniziarono le trattative di pace, alle quali parteciparono solo i paesi vincitori, ovvero Francia, Inghilterra, Usa e Italia. Le condizioni di pace imposte ai vinti furono durissime dal momento che impedivano in rilancio economico del paese.
Furono applicati i principi di autodeterminazione dei popoli espressi nei 14 punti di Wilson. Tuttavia gli USA stipularono autonomamente una pace con la Germania e imposero un isolazionismo economico. In generale vennero imposte:
• disarmo dell’esercito e della flotta
• ingenti indennità
• smilitarizzazione dei confini

• spartizione delle colonie tra i vinti.
La pace creò però diversi scompensi internazionali. Infatti i paesi vincitori si rifiutarono di discutere con i vinti, umiliandoli e imponendo i loro interessi. Inoltre si impediva la ripresa economica e i criteri seguiti non sempre rispettarono le varie nazionalità.
In Italia la pace venne definita mutilata poiché non vennero rispettati i patti di Londra del 1915, perché contrari all’autodeterminazione dei popoli. Impresa di Fiume nel 1920.
Nacque in questa occasione anche la Società delle Nazioni, organizzazione internazionale che prese come principi base i 14 punti di Wilson con sede a Ginevra. Lo scopo era quello di controllare le frizioni internazionali al fine scongiurare ogni altro possibile conflitto. Gli USA non aderirono all Società delle Nazioni per la loro politica di isolazionismo.
Secondo molti la pace di Versailles pose le basi per il II Conflitto Mondiale.
Autodeterminazione dei popoli: principio secondo il quale i confini di uno stato debbono comprendere quanti parlano la stessa lingua e hanno la stessa nazionalità.

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