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Prima Guerra mondiale


1. In che senso si parla della Prima Guerra Mondiale come di un conflitto “totale”?
La Prima Guerra Mondiale fu combattuta nel periodo compreso tra 1914 e il 1918, e può essere definita un conflitto totale perché intervengono diverse nazioni di quasi tutti i continenti del mondo. Inoltre, la dimensione catastrofica della guerra dipese anche dalle nuove tecnologie, che furono utilizzate a scopi bellici e che furono causa della morte in massa di civili.
2. Quante vittime furono quelle della guerra, complessivamente? e quelle taliane?
Morirono complessivamente circa 17 milioni persone, civili e militari. Le vittime italiane furono circa 1.240.000. Bisogna tuttavia tener conto non solo dell’impatto distruttivo della guerra, ma anche degli effetti derivanti da essa, come per esempio la diffusione di epidemie, la povertà e la fame.
3. Quali furono le principali questioni etnico-territoriali che contribuirono allo scoppio della Prima Guerra Mondiale?

Le principali questioni etnico territoriali che contribuirono allo scoppio della prima guerra mondiale furono: il conflitto tra Inghilterra e Germania scaturito dall’interesse comune per l’egemonia dei mari; la tensione tra Germania e Francia che si contendevano le colonie dell’Alsazia e Lorena e infine tra Austria e Russia per la questione balcanica.
4. Quali posizioni sostennero gli schieramenti politici italiani nei confronti dell'intervento in guerra?
Le forze politiche che incitavano l’intervento dell’Italia nella guerra erano soprattutto i democratici risorgimentali interventisti e nazionalisti, i quali volevano portare a termine l’unificazione della nazione e cacciare via le forze austriache. I partiti contrari all’entrata in guerra dell’Italia erano democratici cattolici, i quali non volevano combattere contro un altro paese cattolico, e i socialisti, che invece ritenevano che il conflitto avrebbe solamente svantaggiato i proletari.
5. In quali territori l’Italia combattè prevalentemente?
L’Italia combatté prevalentemente sul fronte meridionale in particolare sul Carso e sull’Isonzo.
6. In che cosa consistette la "Spedizione punitiva"?
La spedizione punitiva fu un offensiva austro-ungarica che prese luogo nel 1916 nel Trentino meridionale sugli altopiani di Lavarone, Folgaria ed Asiago. L’Italia reagì bloccando l’avanzata austriaca e riconquistando Gorizia.
7. Quando e per quali motivi entrarono in guerra gli Stati Uniti?
Gli Stati Uniti entrarono in guerra nel 1917 soprattutto per difendere i grandi interessi economici derivanti dagli accordi con l’Intesa, messi a rischio dalla guerra sottomarina avviata dai tedeschi. Oltre agli affari oltreoceano, gli USA condividevano con l’Intesa i principi liberali democratici, in contrapposizione all’autoritarismo degli Imperi centrali, e perciò si sentiva in dover di difendere questi ideali .
8. Quando avvenne e in che cosa consistette la "rotta di Caporetto"?
La battaglia di Caporetto svoltasi nel 1917 vide come protagonisti il Regio Esercito italiano e le forze austro-ungariche, supportate dalle truppe tedesche. l’esercito austriaco demolì il fronte tra Plezzo e Tolmino, con l’intento di riconquistare il Veneto. Fu un totale disastro e l’Italia fu costretta a ritirarsi fino al Piave. Iniziò così per l’Italia una ritirata che si arresterà solo dietro il Piave, facendo così a perdere tutti i piccoli vantaggi territoriali faticosamente strappati in due anni di guerra. Alla fine però l’Italia con una controffensiva impedì agli austriaci di avanzare.
9. Come fu ridisegnato politicamente l'Impero asburgico dopo la guerra?
Al termine della guerra, nel 1919, la triplice Intesa e l’Austria stipularono il trattato di Saint-Germain con il quale si stabilirono i termini di pace e con cui vennero ridefiniti i confini dell’Impero asburgico. Ciò portò alla nascita di diversi stati indipendenti tra cui: Ungheria, Cecoslovacchia, Iugoslavia. Inoltre si decretò la cessione del Tirolo meridionale all’Italia, della Galizia e di parte della Slesia alla Polonia, della Bucovina alla Romania. Infine con il trattato di pace fu impedito all’Austria di annettersi alla Germania.
10. Come fu ridisegnato politicamente l'Impero ottomano dopo la guerra?
Con il Trattato di Sèvres, l'Impero ottomano, già drasticamente ridimensionato col trattato di Londra del 1913, si ritrovò ridotto alla penisola anatolica, privato di tutti i territori arabi e della sovranità sugli stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Venne decretata l'indipendenza alla Repubblica Democratica di Armenia, il Regno Unito acquisì l'Iraq, la Transgiordania e la Palestina, territori che gli furono poi assegnati come "mandato" della Società delle Nazioni e la Francia acquisì il Libano e la Siria, anche questi territori furono poi assegnati come "mandato" della Società delle Nazioni.
11. Come fu risultò politicamente disegnato l'Impero russo dopo la guerra?
Con il trattato di pace di Brest-Litovsk stipulato tra la Russia e gli Imperi centrali nel 1918, si sancì la resa e l'uscita della Russia dalla Prima guerra mondiale. Fu dunque decretata l'indipendenza di Ucraina, Finlandia, Estonia, Lettonia, Bielorussia, Lituania e Polonia.
12. Quali sanzioni furono imposte alla Germania a Versailles?
Le sanzioni previste dal trattato di Versailles costrinsero la Germania a cedere tutte le sue colonie. In particolare fu costretta a cedere l’Alsazia e la Lorena alla Francia, il ducato di Schleswig alla Danimarca, la Posnania e l’Alta Aslesia alla Repubblica di Polonia.
13. Quali risultati ottenne l'Italia con la guerra?
L’Italia riconquistòil Trentino, l'Alto Adige, il Friuli, la Venezia Giulia, e l'Istria.
14. Perché la vittoria dell'Italia fu definita "mutilata"?
La vittoria italiana venne definita “mutilata” perché l’Italia fallì con le trattative diplomatiche alla conferenza di pace, con la quale avrebbe dovuto ottenere il diritto di annettersi alla Dalmazia e alla citta di Fiume.
15. In che cosa consistette l'impresa di Fiume?
L'Impresa di Fiume consistette nella ribellione di alcuni reparti del Regio Esercito, prevalentemente di ispirazione nazionalista, al fine di occupare la città adriatica di Fiume, contesa tra l'Italia e il Regno di Jugoslavia. L'occupazione, che vide anche la partecipazione attiva del poeta Gabriele D’Annunzio, durò 16 mesi, durante i quali si asistette alla proclamazione della Reggenza Italiana del Carnaro. il governo Giolitti fu costretto infine ad intervenire con la forza, sgombrando Fiume durante le giornate del Natale 1920. La città fu annessa successivamente nel 1924.

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