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Prima Guerra Mondiale

Dopo l’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, l’Austria decide di presentare , il 23 luglio dello stesso anno, un ultimatum alla Serbia, secondo il quale essa avrebbe dovuto aprire i confini alla polizia austriaca per indagare sull’attentato. Dopo la risposta negativa dei Serbi, il 28 luglio l’Austria dichiara guerra alla Serbia, dando cosi inizio alla prima guerra mondiale. Il 30 luglio la Russia ordina la mobilitazione generale, preparandosi quindi per la guerra e, il 31 la Germania, schierata con l’Austria, dichiara guerra alla Russia. Due giorni dopo, il 2 agosto, decide, prima di dichiararle guerra, di invadere la Francia attraversando il Belgio, violandone quindi la propria neutralità. I tedeschi sanno infatti che la Francia è filo-russa, e decidono così di prevenire la loro entrata in guerra.Poco dopo anche la Gran Bretagna prende parte al conflitto in appoggio ai francesi e, anche se con un debole esercito di terra, gioca un ruolo fondamentale via mare grazie alla potente flotta. Intanto anche il Giappone, il 23 agosto entra in guerra contro la Germani, attaccando le colonie tedesche in oriente. L’avanzata tedesca in territorio belga dura quindi più del previsto e permette ai francesi di riorganizzarsi, fino al 5 settembre, quando attaccano i tedeschi sulla Marma, un affluente della Senna, raccogliendo soldati dalle colonie del Nord-Africa.

La controffensiva dura 7 giorni, fino al 12 settembre, tempo che permette ai russi di mobilitarsi ed entrare in guerra ad est contro la Germania, costringendola a spostare una parte di esercito sul fronte opposto, dove riescono a contrastare l’avanzata della Russia, che decide così di spostarsi più a sud, dove invade la Bucovina e la Galizia (Cracovia), spostando la pressione sull’Austria. I tedeschi in questo modo possono tornare a concentrarsi sul fronte ovest, occupando le coste settentrionali della Francia per complicare la comunicazione con la Gran Bretagna, ma i francesi riescono a tenere i porti di Calais e Dunquerque. In questo modo il conflitto, da guerra di movimento si trasforma in guerra di trincea, con lo scopo principale di logorare il nemico fino alla resa, anche se i tedeschi sanno che, a differenza della Francia, non hanno contatti col resto del mondo e che saranno prima o poi costretti ad arrendersi. Successivamente, il 31 ottobre l’impero Ottomano entra in guerra al fianco della Germania, e controllando il Bosforo e il Dardanelli, isola la Russia da aiuti economici e militari. Poco dopo anche la Bulgaria si schiera con i tedeschi, attacca la Serbia e occupa la Romania, alleata dei russi. Viene così a crearsi un blocco tra turchi, austriaci e tedeschi. Nel 1915 la Gran Bretagna controlla ormai tutti i mari di guerra, i tedeschi decidono quindi di avviare un’offensiva sottomarina, andando a colpire i convogli da carico destinati ai nemici. Il 7 maggio però viene affondato il Lusitania, un transatlantico che trasporta carichi da guerra e civili, per la maggior parte statunitensi. Questo porta gli Stati Uniti ad intervenire diplomaticamente, minacciando la Germania di entrare in guerra, ed i tedeschi scelgono di fermare il conflitto sottomarino.
Intanto, il 24 maggio 1915, su votazione del parlamento, anche l’Italia entra in guerra, inizialmente solo contro l’Austria, in quanto da sempre alleati dei tedeschi, ma successivamente sotto minaccia degli alleati, sono costretti a dichiarare guerra anche alla Germania. La votazione del parlamento è però soltanto una messa in scena, infatti il 20 maggio il ministro degli esteri Sidney Sonnino firma a Londra un patto segreto con Francia e Gran Bretagna, garantendo loro l’entrata in guerra italiana in cambio di alcune terre. Il movimento interventista italiano è diviso in tre gruppi: i democratici, che vogliono l’entrata in guerra per strappare agli austriaci le terre ritenute italiane; i nazionalisti, che oltre al recupero delle terre austriache vogliono espandersi per diventare una superpotenza; i mussoliniani, che vogliono la guerra per esercitare oppressione sul popolo al fine di raggiungere il potere. Il neutralismo è minoritario, in quanto la maggior parte degli italiani è favorevole alla guerra. Quelli contrari sono infatti solo i socialisti, che affermano che l’unica guerra possibile è quella contro il potere, ed i neutralisti giolittiani, i quali credono che l’Italia debba vendere la propria neutralità agli austriaci in cambio della resa delle terre considerate italiane. L’avanzata italianaarriva fino a Caporetto, situata nel centro della Slovenia,finchè gli austriaci riesco a riorganizzarsi e posizionarsi a est, dove le montagne sono più basse e a nord sul fronte alpino, dove è difficilissimo avanzare. Agli inizi del 1916 l’Austria organizza la Strafexpedition, una spedizione punitiva contro le truppe italiane sugli altipiani vicentini, ma poco dopo vengono attaccati a est dalla Russia e sono costretti a ritirare la spedizione. Contemporaneamente sol fronte occidentale scoppia la battaglia di Verdun, in cui i tedeschi cercano ancora una volta di mettere in ginocchio la Francia, che nonostante i 700 mila morti riesce a respingerli. Nel luglio dello steso anno l’esercito anglo-francese prova un controffensiva contro la linea tedesca sul fiume Somme, che provoca 1.200.000 morti ma nessuno degli schieramenti riesce ad avere la meglio. Fino al 1917 non si verificano altri scontri significativi, anche perché sia i fanti sul fronte che i civili nelle città non riescono più a sostenere questa situazione.
I soldati infatti iniziano a ribellarsi e moltissimo vengono fucilati per diserzione, anche in Italia, dove per punire gli eserciti ribelli viene reintrodotta la decimazione, punizione usata dai romani. Nel febbraio del 1917 in Russia, dove i cittadini iniziano a morire di fame, scoppia la rivoluzione, fin quando ad ottobre vengono eletti i comunisti e la Russia abbandona il conflitto. Intanto il 31 gennaio 1917 i tedeschi riprendono gli attacchi sottomarini e il 5 aprile, come promesso, gli Stati Uniti entrano in guerra contro la Germania, sbarcando nei porti Balcani controllati dalla Grecia, che a sua volta aveva dichiarato guerra ai tedeschi. In agosto gli austriaci attaccano nuovamente a Caporetto l’esercito italiano, che è costretto alla ritirata scomposta. Poco dopo però si riposiziona sul fiume Piave sotto il comando del generale napoletano Armando Diaz, dove grazie ad una prima linea di fanti dietro al fiume, obbligati a combattere da una seconda linea di tiratori scelti dei carabinieri, riesce a respingere l’avanzata austriaca e a salvare il fronte. Il 3 marzo del 1918 Lenin firma con la Germania la pace di Brest – Litovsk, con la quale dona loro territori in Ucraina e Polonia pur di concludere la guerra.
Il 21 marzo però i tedeschi tentano l’ultimo ultra disperato attacco, ma ad un passo da Parigi terminano le risorse e sono costretti ad indietreggiare fino al Belgio. Il 29 settembre crolla la Bulgaria, un mese dopo, il 30 ottobre anche l’impero Ottomano si arrende ed il 3 novembre, dopo un’offensiva italiana di 12 giorni, anche l’Austria è costretta a dichiarare la resa. Così, senza risorse e privo di appoggi, il 9 novembre Guglielmo II, dopo aver convocato e spedito un gruppo di deputati democratici in Belgio a firmare la resa, abdica e fugge in esilio nei Paesi Bassi. L’armistizio entra in vigore l’11 novembre 1918 alle ore 11, la guerra è ufficialmente finita.

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