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La Prima Guerra mondiale

                                          

La prima guerra mondiale scoppiò in seguito all'assassino dell'erede al trono dell'impero austro-ungarico Francesco Ferdinando.  Questo fu però solo l'evento scatenante del conflitto,  che aveva le sue radici in fenomeni risalenti alla fine del XIX secolo: la scelta della Germania di dare inizio a una politica di riarmo e di espansione;  l'antagonismo tra Francia e Germania;  la competizione tra impero austro-ungarico e Russia per il controllo dei Balcani. Un ruolo importante fu giocato anche dalla diffusione delle ideologie nazionaliste. L'insieme di questi fattori determinò la nascita di due grandi alleanze contrapposte: la triplice alleanza ( Germania,impero austro-unfarico e Italia) e la triplice intesa (Francia, Gran Bretagna e Russia) che, dopo l'attentato di Sarajevo,  trascinarono nella guerra la maggior parte dei paesi europei.  

La prima guerra mondiale ebbe alcune caratteristiche che la distinsero nettamente dai precedenti conflitti. Coinvolsero un numero elevatissimo di stati: paesi europei ed extraeuropei, fu una “guerra totale” perché non convolse solo i soldati al fronte, ma cambio la vita anche della popolazione civile. Il conflitto, durò molto più a lungo di quanto previsto, trasformandosi in una guerra di posizione una buona parte della produzione economica venne destinata alla guerra, con la conseguenza che i consumi della popolazione dovettero diminuire e una parte delle donne fu impiegata in lavori svolti in precedenza dagli uomini. Alleata con Germania e Austria, l’Italia nel 1915 entrò in guerra al fianco di Francia e Gran Bretagna, con l’obbiettivo di conquistare le terre irredente. Il 1917 fu l’anno decisivo del conflitto. In Russia scoppiò una rivoluzione che porto il paese al ritiro della guerra, che permise alla Germania di spostare parte delle proprie truppe verso ovest e verso il fronte italiano; l’Italia subì una durissima sconfitta a Caporetto.
L’Italia si schierò con Gran Bretagna e Francia e fecero il patto di Londra, ma la vera svolta venne dall’intervento degli Stati Uniti a fianco di Francia e Gran Bretagna. La Prima guerra mondiale causò quasi 9 milioni di morti e più di 20 milioni di feriti, la fine del conflitto fu accompagnato da un forte aumento dei prezzi, della crisi delle industrie belliche e da una diffusa disoccupazione. I trattati di pace, durante la conferenza di Parigi del 1919, non migliorano la situazione, il presidente americano Wilson che prevedevano il riconoscimento dell’autodeterminazione dei popoli e si proponevano di evitare future guerre dando vita alla società delle nazioni. In particolare, la Germania venne considerata la principale responsabile della guerra e punita con la perdita di molti territori e l’imposizione del pagamento di pesanti risarcimenti economici. L’Europa che emesse dalla fine della Prima guerra mondiale era molto diversa da quella del 1914: i grandi imperi erano spariti e al loro posto erano nati molti nuovi stati. La fine della guerra segnò anche un cambiamento nelle relazioni tra le potenze europee e le loro colonie: i trattati di pace non portarono alla fine del colonialismo, il principio di autodeterminazione affermato a Versailles iniziò a mettere in discussione il sistema coloniale e a favorire la nascita di movimenti di protesta sia in Asia che in  medio Oriente.      

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