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Approfondimento: la Prima guerra mondiale.

Il 28 giugno del 1914, a Sarajevo, uno studente nazionalista serbo uccise in un attentato l’erede al trono d’Australia, Francesco Ferdinando. L’episodio fece crollare il delicato equilibrio internazionale, minato da numerose tensioni fra gli stati europei: l’instabilità provocata dalle rivendicazioni nazionali dei popoli balcanici, il declino dell’egemonia economica inglese e la competizione sempre più aspra sui mercati internazionali, la corsa agli armamenti, la diffusione di aggressive politiche nazionaliste, soprattutto in Germania.
L’ultimatum lanciato il 23 luglio del 1914 dall'Austria alla Serbia e la dichiarazione di guerra cinque giorni dopo segnarono l’inizio l’inizio di un conflitto che in brevissimo tempo assunse dimensioni mondiali. Le operazioni militari videro la contrapposizione fra i due blocchi di alleanze formate nei primi anni del Novecento: da una parte gli Stati dell’Intesa (Francia, Inghilterra e Russia) e dall'altra gli Imperi centrali, Germania e Austria-Ungheria, che insieme all'Italia avevano stipulato la Triplice Alleanza. L’Italia, però, inizialmente si dichiarò neutrale e, dopo aver firmato il Patto di Londra il 26 aprile 1915, con le forze Alleate, dichiarò guerra all'Austria, il 23 maggio 1915.

Contrariamente alle speranze tedesche, la Prima guerra mondiale non fu una guerra lampo, ma durò cinque anni. Infatti, nel settembre del 1914, le battaglie della Marna, a ovest, e dei laghi Masuri, a est, posero fine alla guerra di movimento e diedero inizio a una logorante e cruenta guerra di posizione. Buona parte delle operazioni belliche si svolse nelle trincee, fossati scavati nel terreno, dove i soldati vivevano in mezzo al fango, in precarie condizioni igieniche, molto spesso a fianco dei compagni morti o feriti, e logorati dalle lunghe attese degli assalti alle linee nemiche.
Due episodi determinarono lo sblocco della situazione di stallo: l’intervento degli Stati Uniti a fianco dei paesi dell’Intesa, provocato dalla guerra sottomarina totale della flotta tedesca e in difesa dei propri interessi economici in Europa; la pace di Brest-Litvosk, il 3 marzo 1918, che sancì il ritiro dal conflitto della Russia, dove la rivoluzione bolscevica aveva portato al potere i comunisti.
Le operazioni militari videro una svolta favorevole agli alleati e nel marzo del 1918 gli Imperi centrali lanciarono un’ultima disperata offensiva, che nell'agosto dello stesso anno si concluse con la disfatta degli eserciti tedesco e austriaco.
La guerra terminò dopo aver provocato la morte di dieci milioni di persone.

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