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Il piano Marshall

il Piano Marshall

L’Europa era spaccata a metà tra le due superpotenze mondiali. Il principale problema dell’Europa del dopoguerra era la fame, nonostante vi fossero tantissimi altri problemi. Di fronte a questa emergenza, il governo americano decise di varare il piano Marshall dal nome del ministro americano George Marshall che se ne occupò. Il piano Marshall, noto anche come ERP (European Recovery Program), prevedeva la fornitura a titolo gratuito di ingenti quantità di grano e di altri prodotti e macchinari per sfamare la popolazione europea e permettere la ripresa. Gli Stati Uniti non potevano permettersi di far crollare l’Europa perché avevano interessi nel piazzare i prodotti che producevano in eccesso. Il piano Marshall fu fondamentale e per molti anni fu decisivo: salvò Paesi come l’Italia, la Germania e la Gran Bretagna, in cui la guerra aveva causato tanti problemi. Basta pensare come il ruolo degli americani fu fondamentale per la rinascita economica italiana e a come, con l'avvio dell'età repubblicana, il nostro Paese sia divenuto, soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta, la diretta controimmagine di quel mondo capitalista che faceva capo agli Stati Uniti.

Il piano Marshall valeva però solo per la parte occidentale dell’Europa, perché quella orientale, che era sotto il controllo sovietico, non vi aderì, rifiutando gli aiuti : Stalin credeva che il piano fosse solo un'iniziativa del governo statunitense per metterlo in cattiva luce rispetto ai suoi fedeli e di certo non poteva aderirvi, era come un'ammissione di debolezza nei confronti dei nemici capitalisti. Per gestire al meglio gli aiuti dell’ERP venne creato un primo organismo europeo, l’OECE (Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea).

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