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La guerra franco-prussiana e l'unificazione tedesca

Otto von Bismarck --> rappresentante degli Junkers, avversione al liberalismo e alla democrazia, nominato primo ministro nel 1862 da Guglielmo I
Obiettivo --> unificazione degli Stati della Confederazione germanica in un unico Reich tedesco sotto la corona degli Hohenzollern. L'unico ostacolo era la Francia di Napoleone III
Nel 1868 la corona di Spagna fu offerta a un parente del re di Prussia. I timori della Francia, che si sentiva minacciata di accerchiamento, e l'indignazione suscitata da Bismarck, che all'indomani di un incontro fra Guglielmo I e l'ambasciatore francese emanò un comunicato in cui faceva intendere che quest'ultimo fosse stato messo alla porta dal re, sfociarono nella dichiarazione di guerra alla Prussia (19 luglio 1870).
La Francia aveva scarsa preparazione militare e fu sconfitta a Sedan (1 settembre). A Parigi si formò un governo provvisorio composto prevalentemente da repubblicani. Il ministro della guerra Leon Gambetta fuggì da Parigi su un pallone aerostatico per mobilitare la resistenza nella campagne, ma dopo una serie di sconfitte fu firmato l'armistizio (28 gennaio 1871).

9 dicembre 1870 --> viene proclamato l'Impero tedesco (II Reich)
18 gennaio 1871 --> Guglielmo I viene incoronato imperatore tedesco (Deutscher Kaiser) a Versailles
La Francia firmò il Trattato di Francoforte (10 maggio 1871), prevedeva:
- pagamento indennità di guerra
- truppe d'occupazione tedesche sul territorio fino al pagamento
- cessione di Alsazia e Lorena
Si trattò di una vera a propria umiliazione nazionale e il desiderio di riparare a questa umiliazione (revanscismo, da revanche (vendetta)), condizionò la futura politica francese e gli equilibri europei.

Dopo Sedan il popolo di Parigi insorse , costituì una Guardia nazionale e decretò la fine del regime napoleonico. Ma l'Assemblea nazionale risultò composta prevalentemente da moderati e conservatori e a presiedere il governo fu chiamato il moderato Adolphe Thiers, che aprì le trattative per la pace con la Germania. Appena furono note le durissime condizioni imposte da Bismarck il popolo della capitale insorse e decise di difendere la città. Quando il governo chiese la restituzione della armi raccolte la Guardia nazionale rifiutò e indisse le elezioni per il Consiglio della Comune.
La Comune diede vita ad un esperimento di democrazia diretta, salutato da Marx e Bakunin come il primo esempio di gestione diretta del potere da parte delle masse. Ma non riuscì a coinvolgere i piccoli centri e le campagne e già fra il 21 e il 28 maggio le truppe governative procedettero all'occupazione di Parigi. Durante la “settimana di sangue” si susseguirono le esecuzioni sommarie a cui i difensori della Comune risposero con violente rappresaglie che contribuirono ad accrescere nell'opinione pubblica moderata paura e odio per i rivoluzionari.

L'equilibrio bismarckiano

Dopo la guerra franco-prussiana si diffuse in Europa un nuovo clima politico: l'ideologia della forza e la politica di potenza, che spinsero molti Stati a ripudiare la politica del libero scambio e accentuare le misure protezionistiche. Ma, dopo l'unificazione italiana e tedesca, cioè dal 1870, l'Europa godette di un lungo periodo di pace. L'equilibrio europeo di fondò soprattutto sul sistema di alleanze bismarckiano, il cui scopo era di mantenere l'isolamento diplomatico della Francia.
Patto dei tre imperatori (1873) --> Germania, Austria, Russia. Patto difensivo che si fondava sulla solidarietà dinastica fra le tre monarchie e aveva come obiettivo la tutela degli equilibri conservatori all'interno dei singoli Stati. Punto debole: rivalità fra Austria e Russia nei balcani.
Fra il 1875 e il 1876 il governo turco represse una serie di rivolte in Bosnia, Erzegovina e Bulgaria, Nel '77 la Russia, protettrice dei popoli slavi dichiarò guerra alla Turchia e la sconfisse, imponendole una pace che avrebbe sancito la sua egemonia sui balcani. Austria e Inghilterra minacciarono di dichiarare guerra alla Russia.

Congresso di Berlino (1878) --> Bismarck mediatore
- Bulgaria ottenne l'indipendenza
- Bosnia e Erzegovina vennero dichiarate autonome ma affidate in “amministrazione temporanea” all'Austria
- la Gran Bretagna ottenne Cipro
- la Francia ottenne mano libera per una possibile espansione in Tunisia
Triplice Alleanza (1882) --> Germania, Austria, Italia

L'Impero tedesco

Componenti su cui contava Bismarck: Junkers, esercito, burocrati
La Germania era, dal punto di vista economico e militare, lo Stato più potente dell'Europa continentale.
Ereditava la struttura della Confederazione germanica: era suddivisa in 25 Stati, con propri governi e parlamenti, con sole funzioni amministrative. Il governo centrale era presieduto da un cancelliere responsabile di fronte all'imperatore. Nelle loro mani era concentrato l'esecutivo. Il potere legislativo era esercitato da una Camera elettiva (Reichstag) eletta a suffragio universale e un Consiglio federale (Bundesrat), composto da rappresentanti dei singoli Stati. Il blocco sociale dominante era costituito da un'alleanza fra il mondo industriale e bancario e l'aristocrazia terriera e militare (Junkers).
Partiti tradizionali --> Partito conservatore (Junkers), Partito nazional-liberale (borghesia industriale e commerciale), piccolo raggruppamento di intellettuali liberal-progressisti.
Partiti di nuova formazione --> Centro (1871), di dichiarata ispirazione cattolica, poggiava su una base sociale composita, formata per lo più da agricoltori e ceti medi urbani degli Stati cattolici (Baviera). Partito socialdemocratico tedesco (Spd) (1875), traeva la sua forza dalla massiccia adesione operaia.

Kultukampf (“battaglia per la civiltà”) --> lotta intrapresa da Bismarck contro i cattolici. Emanò una serie di misure volte ad affermare il carattere laico dello Stato (obbligo del matrimonio civile, abolizione del controllo religioso sull'insegnamento), ma i cattolici raddoppiarono nel giro di pochi anni la loro presenza parlamentare e Bismarck attenuò le misure anticattoliche per poi varare (1887) una nuova, più moderata, legislazione ecclesiastica.
Leggi contro le tendenze sov itrici --> contro la socialdemocrazia, ponevano limitazioni alla libertà di stampa e di riunione, dichiarando illegali tutte le associazione aventi lo scopo di rovesciare l'ordinamento statale o sociale.

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