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I partiti di massa

Di fronte alla nuova realtà della società di massa, i sistemi politici liberali, fondati sul dominio di una élite dirigente estremamente ristretta, divennero inservibili. Con il suffragio universale, i sistemi politici liberali incorporarono in sé un principio fondamentale del pensiero democratico, quello dell'uguaglianza politica, trasformandosi in liberaldemocrazie, modelli politici più o meno analoghi a quelli che oggi conosciamo.
Strumento organizzativo e politico di questa trasformazione fu il partito di massa. Nel sistema politico liberale i partiti, come i tories e i whigs inglesi, erano poco più che gruppi di notabili, di personaggi influenti il cui programma politico consisteva, in sostanza, nel rappresentare gli interessi del loro collegio elettorale.
Ma nel momento in cui si trattò di organizzare grandi masse, di ottenere il voto e il consenso, questo tipo di partito non serviva più. Occorreva un nuovo tipo di partito caratterizzato, in sintesi, dai seguenti elementi:

- forte struttura organizzativa, costituita da funzionari;
- rappresentanza a livello nazionale, ma capace di articolarsi e ramificarsi a livello locale;
- elaborazione di un preciso programma politico, in genere ispirato a una ideologia, cioè a un sistema di valori e di opinioni politiche in grado di trovare il consenso di ampi strati sociali.

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