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Papa Pio IX e il "Non Expedit"

Papa Pio IX, nato Giovanni Maria Mastai Ferretti resse un pontificato, di 31 anni, 7 mesi e 23 giorni, il più lungo della storia della Chiesa cattolica, dopo quello di San Pietro. Nonostante, qualche apertura alle richieste liberali della popolazione (concesse la costituzione il 18 marzo 1848 “Statuto fondamentale pel governo temporale degli Stati della Chiesa”)il suo pontificato fu caratterizzato da chiusura, con relative condanne verso ogni forma di modernismo. Sulla base di questa caratterizzazione:
1.Proclamò il dogma dell’Immacolata concezione;

2.Pubblicò l’enciclica “QUANTA CURA” dové denunciò i più comuni errori del tempo;

3.Redasse il “SILLABO” evidenziando gli errori e le nefandezze dell’età moderna.
Circa 80 proposizioni, considerate dal pontefice «erronee» tra cui emergevano: il PANTEISMO (Dio sulla terra, negata la trascendenza) NATURALISMO IRRAZIONALISTICO ( mentalità materialistica) LA MORALE LAICA, IL LIBERISMO (abbatteva l’assolutismo) SOCIALISMO e COMUNISMO, la separazione tra stato e chiesa (religione cattolica, quale religione di Stato).

Nel 1869 ci furono solenni celebrazioni in tutto il mondo cattolico per il suo giubileo sacerdotale e il 7 dicembre 1869 aprì il Concilio Vaticano I, dopo 306 dalla chiusura dell’ultimo (il concilio di Trento). Durante il concilio fu si proclamò l’alto dogma dell’infallibilità del papa. Infatti, il romano pontefice quando esercita l’ufficio di pastore dei cristiani in forza della Suprema Comunione Apostolica, conferitagli da Dio non può essere contraddetto nella sua volontà. I lavori proseguirono fino al 18 luglio 1870 quando venne sospeso.

Non expedit una disposizione della Santa Sede con la quale, per la prima volta nel 1868, si sconsigliò ai cattolici italiani di partecipare alle elezioni politiche nel Paese e, per estensione, di partecipare alla vita politica italiana. Nel 1919 Benedetto XV abrogò definitivamente ed ufficialmente il non expedit, già morto da tempo; e questo permise la nascita del Partito Popolare Italiano, vagheggiato già nel 1905 da don Sturzo come partito di ispirazione cattolica, ma aconfessionale, indipendente dalla gerarchia nelle sue scelte politiche.

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