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Le insurrezioni in America latina nell'Ottocento

Nei primi decenni dell’Ottocento molti territori dell’America centrale e meridionale erano controllati dalla Spagna e dal Portogallo. I due Paesi iberici da secoli sfruttavano le risorse delle loro colonie e le costringevano ad avere rapporti commerciali solo con la madrepatria.

Fu così che nelle colonie spagnole tra il 1809 e il 1828 scoppiarono numerose rivolte che miravano all’indipendenza nazionale. Cile, Argentina, Bolivia, Messico ed altri Stati dell’America latina ottennero l’autonomia, grazie anche all’opera del generale Simon Bolivar e al sostegno di Gran Bretagna e Stati Uniti, che desideravano commerciare con questi Paesi.

Diverso fu il caso del Brasile, colonia portoghese, dove l’indipendenza fu raggiunta con mezzi meno cruenti. A causa dell’invasione del Portogallo da parte di Napoleone la famiglia reale si stabilì in questa vasta colonia. Col tempo i legami tra il Brasile e i sovrani portoghesi si consolidarono, tanto che nel 1816 il Portogallo rinacque con il nome di Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve. Nel 1821 il re Giovanni VI tornò in Europa affidando il governo della regione al figlio Pedro. L’anno successivo quest'ultimo decise di soddisfare le richieste della maggioranza della popolazione e dichiarò il Brasile Stato indipendente, divenendone imperatore con il nome di Pietro I. Giovanni VI, anche se non approvava questa decisione, scelse di mantenere con il Brasile rapporti di collaborazione e amicizia.

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