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Nuove aree economiche e Eurolandia

Le nuove aree economiche
Si è intensificata, di pari passo con la globalizzazione economica, la tendenza a creare associazioni internazionali di libero scambio e mercati comuni. Si sono così venute a creare nuove aree di integrazione economica su scala subcontinentale, continentale e intercontinentale, che hanno largamente modificato il quadro geoeconomico.
L’Unione europea, nata il 7 febbraio 1992 con la firma di Maastricht, è composta nel 2003 da 15 paesi, di cui 6 fondatori: Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Belgio, successivamente si sono aggiunti altri 9 stati: Danimarca, Gran Bretagna e Irlanda (1973), Grecia (1981), Spagna e Portogallo (1986); infine Svezia, Finlandia, Austria (1995)
Essi fanno parte di un mercato unico al cui interno, dal primo gennaio 1993, non vi sono più restrizioni ai movimenti di merci, capitali, servizi, lavoratori. I 15 paesi dell’UE hanno una popolazione complessiva di circa 377 milioni di abitanti, in confronto ai 286 degli Stati Uniti e ai 127 del Giappone.

L’Unione Europea ha una capacità economica che, rispetto a quella degli Stati Uniti è inferiore in alcuni settori, ma superiore in altri.
Successivamente, dal primo maggio 2004, sono entrati nell’UE altri 10 Paesi che sono: Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia, Slovacchia, Malta e Cipro, portando il numero totale degli Stati membri a 25.

Eurolandia
Il trattato di Maastricht ha avviato anche il processo di formazione dell’Unione Economica e Monetaria (UEM), con l’obiettivo di trasferire dagli organi nazionali a quelli comunitari i poteri in materia di politica economica, per arrivare all’adozione della moneta unica. Il primo giugno 1998 è stata creata la Banca Centrale Europea a Francoforte. Il primo gennaio 1999 è nata ufficialmente l’Unione Economica e Monetaria europea. Ne sono entrati a far parte 11 dei 15 Paesi dell’Unione (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna) che hanno adottato l’Euro quale moneta unica, trasformando le proprie valute in suoi sottomultipli. La Grecia vi è entrata successivamente il primo gennaio 2001. Regno Unito, Svezia, e Danimarca hanno deciso fin dall’inizio di non entrarvi. Nel periodo compreso tra il primo gennaio 1999 e il 31 dicembre 2001, i cambi tra le 12 valute e tra queste e l’euro sono restati fissi.
Nel gennaio 2002 sono entrate in circolazione banconote e monete in euro. L’adozione dell’Euro ha creato una nuova area economica Eurolandia che comprende una popolazione di circa 303 milioni di abitanti. La nascita di Eurolandia ha aperto, quindi, nuovi scenari nel quadro geoeconomico sia europeo che mondiale. All’interno di Eurolandia, la moneta unica offre alle imprese più vaste possibilità economiche ma, allo stesso tempo, le espone di più alla concorrenza. Su scala globale i gruppi transnazionale che hanno come base Eurolandia sono stati rafforzati dalla nascita dell’Euro e della sua area economica.

L’entrata in circolazione dell’euro “fisico”, iniziata il primo gennaio 2002, dovrebbe portare ad un aumento anche delle riserve in euro delle banche nazionali.

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