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1910 - Imperialismo e prima guerra mondiale

Appunti sul primo decennio del '900, con divisione in paragrafi, l'imperialismo e lo scoppio del primo conflitto mondiale

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1910 - Imperialismo e Prima Guerra Mondiale

L’imperialismo
Alla base del fenomeno noto come “imperialismo” si pone quella progressiva espansione politica, economico-finanziaria e militare delle principali nazioni europee, degli Stati Uniti e del Giappone che si attua su scala planetaria a partire dalla metà dell'Ottocento. L'impressionante sviluppo degli apparati produttivi, verificatosi in questi paesi in particolare durante la “seconda rivoluzione industriale” a cavallo tra i due secoli, dà vita ad un'inedita fusione di varie tendenze: le mire espansionistiche dei grandi gruppi economici; l'aggressività dei governi in politica estera; il radicamento di correnti culturali apertamente prevaricatrici e razziste che, in nome di un rigido determinismo evoluzionistico, preconizzano la necessaria sottomissione di paesi e popoli più deboli militarmente ed economicamente a quelli invece più dotati ed emergenti. Rispetto al passato il nuovo modello imperialista ripercuote i propri effetti anche sulla politica interna delle varie potenze: la configurazione industriale trasforma in profondità le strutture sociali, determinando nuovi e drammatici fenomeni di urbanizzazione, di depauperamento e di oppressione classista; tutto ciò muta il panorama politico interno con la nascita ad esempio dei partiti socialisti che fanno della prospettiva rivoluzionaria il cardine della propria strategia politica. Alla vigilia della prima guerra mondiale il continente asiatico e africano risultano completamente saturati dall'espansionismo delle potenze europee e dal Giappone, mentre l'America Latina si avvia a diventare il “cortile di casa” della potenza economica e politica statunitense. Una saturazione che sfocerà tragicamente nel primo conflitto mondiale.

Scoppia il primo conflitto mondiale
Quando il 28 giugno 1914 lo studente nazionalista serbo Gavrilo Princip ferì a morte l'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo, destinato a succedere all'oramai anziano Francesco Giuseppe sul trono di Vienna, profonde e radicate tensioni internazionali attraversavano il globo da più di un decennio. Si tratta di un processo che condurrà Inghilterra e Germania, Francia e Austria, Russia e Turchia a combattere tra di loro, chi per la conquista e chi per la conservazione di quello “spazio vitale” economico, politico e militare che segnerà drammaticamente l'intera storia del Novecento. La corsa all'accaparramento di nuovi mercati e di copiose materie prime fu causa, all'inizio degli anni Dieci, dell'esplosione di numerosi focolai di tensione in Asia, in Marocco e in particolare nell'area balcanica, dove fin dalla metà dell'Ottocento gli attriti tra tendenze nazionaliste e corona asburgica si erano manifestati drammaticamente. Un complesso sistema di alleanze divideva nel 1914 il continente europeo e le rispettive aree di influenza in due parti: da un lato la Triplice Intesa (Francia, Inghilterra e Russia), dall'altro la Triplice Alleanza (Austria e Germania, affiancate dall'Italia), ritenuta superiore militarmente soprattutto in virtù del prepotente sviluppo economico e tecnologico raggiunto dall'impero germanico. Quando il 28 luglio l'Austria dichiarò guerra alla Serbia, caddero una dopo l'altra tutte le tessere del domino: la Russia corse in aiuto alla Serbia, la Germania dichiarò guerra alla Russia e di conseguenza alla Francia e all'Inghilterra, passando all'offensiva in Belgio; l'Inghilterra intervenne a fianco della Francia, l'Austria contro la Russia e il Giappone si schierò con l'Intesa in funzione anti-germanica in Oriente. Tutto ciò nel breve volgere di circa venti giorni. In ottobre l'impero ottomano entrava in guerra a fianco di Austria e Germania. L'Italia sarebbe intervenuta, rovesciando la propria posizione a favore dell'Intesa, il 24 maggio 1915.
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