I MOTI DEL 1820-1830

Nell'età della restaurazione il dissenso politico era vietato o molto limitato, perciò il principale strumento di lotta politica fu costituito dalle società segrete, organizzazioni con rigide strutture gerarchiche e clandestine, il cui modello fu la massoneria. La più importante dell'epoca fu la carboneria (Italia e Spagna), il cui obiettivo era una Costituzione liberale. Alcune società, come i Comuneros, avrebbero invece voluto una Costituzione democratica. Il metodo di lotta di queste società consisteva nelle insurrezioni che obbligavano il sovrano a concedere la Costituzione. Accanto alle società segrete progressiste, vi furono anche società reazionarie (come in Italia i concistoriali) di sostegno al clero e alle aristocrazia; esse ebbero però un ruolo marginale.
Il merito di queste società fu l'aver tenuto vivi i capisaldi della Rivoluzione francese, mentre i loro limiti erano nella segretezza dei programmi e nel numero ristretto degli iscritti: fu proprio la scarsa partecipazione delle masse popolari la causa per cui molte insurrezioni fallirono. Un esempio fu l'insurrezione guidata da Buonarroti (Sublimi maestri perfetti) secondo cui occorreva una rivoluzione che instaurasse il comunismo agrario, basato sulla confisca delle terre da parte dello stato (che ne diveniva il proprietario) e sulla loro assegnazione i contadini: era sicuramente un modello utopico.

L'opposizione venne svolta anche da un giornale, “Il conciliatore" (1818), sorto in contrapposizione alla "Biblioteca italiana" del governo austriaco. Essa voleva formare un'opinione pubblica moderata, borghese e liberale. Fu represso dalla polizia solo dopo un anno.
Negli anni 1820-1821 un'ondata rivoluzionaria liberale partì dalla Spagna e si estese in tutta l'Europa.
• SPAGNA: Ferdinando VII di Borbone, tornato sul trono, aveva eliminato ogni traccia del periodo napoleonico: il malcontento era diffuso e nacquero numerose società segrete tra cui i Comuneros (ideali democratici). Per risanare le finanze dello Stato egli tentò la riconquista delle colonie, ma i suoi soldati l'1 gennaio 1820 insorsero a Cadice prima di partire. Il re fu quindi costretto a concedere la Costituzione di Cadice del 1812. Le rivolte dilagano ben presto in Portogallo e nel resto dell' Europa.
• REGNO DELLE DUE SICILIE: il 1 giugno 1820 a Nola, Minichini, Morelli e Silvati diedero vita a una rivolta e Ferdinando I fu così costretto a riconoscere la Costituzione di Cadice.
• SICILIA: gli operai, gli artigiani e gli esponenti delle aristocrazie diedero vita a una rivolta per l'autonomia, ma essa venne repressa immediatamente.
• PIEMONTE: Gli oppositori non avevano una posizione unitaria:
- alcuni aristocratici (Cesare Balbo) speravano che il sovrano, Vittorio Emanuele I, concedesse spontaneamente la costituzione;
- Giovani aristocratici che puntavano su Carlo Alberto, il quale aveva manifestato simpatie liberali e di essere favorevole alla Costituzione.
Mentre gli oppositori cercavano di mettersi d'accordo, nella notte tra il 9 e il 10 marzo 1821 scoppiò una rivolta in seguito alla quale Vittorio Emanuele I abdicò in favore del fratello, il cui posto venne invece preso dal figlio Carlo Alberto che concesse la costituzione.
Di fronte all'ondata rivoluzionaria liberale l'Europa della Restaurazione, in seguito a tre congressi (Troppau, Lubiana e Verona), secondo il principio di intervento, inviò i propri eserciti a combattere gli insorti, sconfiggendoli. L'unico successo dei moti fu l'indipendenza della Grecia ottenuta dalla Turchia ad opera della società segreta Eterìa presieduta da Ypsilanti, il quale, in un primo momento aiutato dai russi e poi lasciato solo subì pesanti sconfitte. La rivolta ebbe comunque un esito positivo, riuscendo a sancire col Congresso di Epidauro nel 1822 l'indipendenza della Grecia. Le potenze europee, più tardi, distrussero l'impero turco, confermando l'indipendenza della Grecia che, a rispetto dei principi della Restaurazione, venne affidata a Ottone I di Baviera.
Nel frattempo la Gran Bretagna si distinse dal resto d'Europa per aver cercato di porre rimedio ai vari problemi, assumendo una posizione liberale: fu consentita l'organizzazione di sindacati operai (nacquero le Trade Unions, unioni dei lavoratori, con l'obiettivo di tutelare gli interessi degli operai) e fu attuata una riforma elettorale che aumentò il numero degli elettori, senza però giungere al suffragio universale richiesto dai democratici, i quali più volte presentarono la Carta del Popolo al Parlamento che tuttavia venne sempre respinta.
Anche gli anni Trenta del 1800 furono caratterizzati da violente ondate rivoluzionarie.
• FRANCIA: Carlo X, sostenitore della destra reazionaria, divenuto re di Francia cercò di restaurare l'assolutismo. Egli restituì al clero i suoi privilegi e concesse un indennizzo agli aristocratici per gli espropri avvenuti durante la rivoluzione (legge del miliardo). La borghesia liberale manifestò il suo dissenso, ma Carlo X reagì con un colpo d Stato. Il popolo insorse e offrì la corona a Luigi Filippo d'Orleans (re borghese per i suoi orientamenti liberali).
• BELGIO: la dinastia regnante nel Regno dei Paesi Bassi degli Orange-Nassau tendeva a privilegiare gli olandesi a scapito dei belgi, popoli molto differenti tra loro. Il 25 agosto 1830 vi fu così l'insurrezione di Bruxelles, guidata dal clero e dalla borghesia liberale. Durante la conferenza di Londra la Francia e l’Inghilterra si rifiutarono di intervenire a favore dell'Olanda e riconobbero il Regno del Belgio, sotto la corona si Leopoldo di Sassiona-Coburgo. Subito dopo la Francia proclamò il principio di non intervento.
• POLONIA: repressa la rivolta del 29 novembre 1830, venne instaurato nel Paese un regime ancora più rigido del precedente.
• CENTRO ITALIA (Emilia, Toscana e Stato Pontificio): la rivolta fu innescata dalla cosiddetta congiura estense: il duca di Modena Francesco IV d'Este aveva stretto rapporti con alcuni esponenti delle società segrete tra cui vi era Ciro Menotti, sperando di trarre vantaggi territoriali da eventuali insurrezioni. Egli fece per arrestare Ciro, ma la rivolta esplose comunque (1831). Fu creato un Governo Provvisorio delle Province Unite. La Francia, ormai contraria a interventi fuori dai propri confini, rifiutò di sostenere gli insorti e le truppe austriache repressero la rivolta.

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