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I Menscevichi

La divisione del partito socialista russo si era manifestata in un congresso tenutosi nel 1903 dove si era avuto uno scontro sulle dottrine di Marx, che aveva propugnato la lotta di classe e l’abolizione del regime capitalistico. I menscevichi che, come suggerisce il nome, erano la minoranza del partito avevano continuato a professare le tesi di Marx e le sue leggi economiche anche se vi era un problema alla base della loro attuazione ossia il fatto che nella Russia dei primi del 900 gli operai rappresentavano un’esigua minoranza dei lavoratori presenti in Russia, costituiti quasi totalmente da contadini. Essendo gli operai numericamente pochi per tentare una rivoluzione, i menscevichi erano arrivati a concludere che non si poteva fare una rivoluzione con questa situazione e bisognava attendere che ci fosse lo sviluppo industriale anche in Russia, portandola alla stregua delle altre nazioni europee. Dal punto di vista concettuale era però inaccettabile che un partito marxista avrebbe dovuto aiutare lo stato russo a far partire un regime capitalistico per poi combatterlo, facendo sorge il problema e poi tentando di risolverlo: infatti i menscevichi erano anche a favore della guerra, perché con la produzione di nuove armi l’industria sarebbe cresciuta. La tesi dei menscevichi rimasero di poco conto perché andava contro la stessa natura del movimento socialista.

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