Mucciii di Mucciii
Ominide 199 punti

Memoria all'Olocausto

Non esiste termine più adatto di "Olocausto" per descrivere il genocidio compiuto a danno degli ebrei dal Terzo Reich e dai suoi alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, poiché racchiude il significato di "bruciato interamente". Il 27 gennaio 1945 furono aperti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, luogo simbolo della tragedia. Il 27 gennaio è poi divenuto il Giorno della Memoria, per fare in modo che la memoria collettiva non dimentichi. Questa ha, tra le sue finalità, non solo il ricordo ma anche l’educazione delle giovani generazioni al rispetto reciproco, contro ogni discriminazione. Vanno quindi promossi dei momenti di riflessione nelle scuole, mostre, convegni e iniziative editoriali speciali.
Una giornata della memoria dedicata al sistema nazista e soprattutto alle vittime della Shoah è stato un passo molto importante per quanto riguarda le ricorrenze civili del nostro Paese.

Come conseguenza delle idee nazionaliste e razziste proclamate da Hitler 1925, il regime nazista, sin dall'inizio, adottò misure di discriminazione sistematica contro gli ebrei, formalizzate in seguito nelle leggi di Norimberga (5 settembre 1935). Secondo l'ideologia antisemita e razzista del regime, ebreo era chiunque risultasse avere tre o quattro nonni osservanti della religione ebraica, indipendentemente dalla sua effettiva partecipazione alla vita della comunità ebraica; mezzo-ebreo era chi aveva due nonni osservanti o era sposato con un ebreo; chi aveva un solo nonno ebreo veniva designato come un”meticcio”. Sia gli ebrei sia i “meticci” erano non-ariani e come tali soggetti a leggi e direttive discriminatorie.
Per portare a termine lo sterminio degli ebrei, Birkenau ed Auschwitz furono i due campi di concentramento principali dove trovarono la morte circa dieci milioni di persone, eliminando i due terzi degli ebrei che risiedevano in Europa ma anche altre categorie di internati come zingari, serbi, slavi, oppositori della resistenza, tedeschi oppositori del nazismo, omosessuali, testimoni di Geova, malati di mente e disabili. I più deboli vennero trucidati nelle camere a gas a cominciare dalla donne e dai bambini per poi passare ai vecchi e successivamente portati nei forni crematori. I più validi venivano impiegati in lavori pesanti ed erano quindi destinati comunque a morire di stenti e fatica.
Il pericolo che si manifesti l'odio contro chi viene percepito come diverso è sempre in agguato, così come lo sterminio; è l'idea di discriminare qualcuno per il posto dove è nato o per la lingua che parla. Basta prendere una qualsiasi scritta razzista sulla panchina di un parco, portare alle estreme conseguenze il suo significato, e all’ultimo anello della catena si troverà Auschwitz.
Innumerabili ed inimmaginabili le atrocità subite dal popolo ebreo e dalle altre vittime di questo sterminio.
L'uomo, fin dall'inizio della storia, ha macchiato la sua anima di errori: alcune macchie sono state più grandi, altre piccole; alcune dal colore sbiadito, altre scure come le profondità degli abissi e che difficilmente si lavano via. E quale è stata quella che ha lasciato uno dei più grandi, se non il più grande, strappo nel vestito dell'umanità? L'orrore della Seconda Guerra Mondiale è difficile da paragonare con altro. E il suo ricordo fa riaffiorare le lacrime, soprattutto a chi è sopravvissuto. Grazie a queste persone il racconto di tale tragedia è vivido anche oggi, perché immagini, scritti, registrazioni, diari e qualsiasi strumento si abbia non regge il paragone con la voce umana, per quanto non sia sempre attendibile. E quale lato di questa Guerra ci colpisce di più? Il 27 gennaio, oggi. Si ricorda il triste destino di molte vite. Dall'idea iniziale di campo di concentramento per isolare e sfruttare, si è arrivati a dei veri mattatoi per uomini. E non veniva risparmiato nessuno. Uomini, donne, bambini, anziani. In questo periodo vengono ideate delle vere macchine mietitrici di persone. Terribili furono anche gli esperimenti fatti sulle persone, come per esempio sui gemelli siamesi. Troppe cattiverie: è folle che persone fossero trattate peggio di oggetti. Questo giorno non è fatto però solo per commiserare, piangere per la storia a tratti così triste. Bisogna intervenire e lavorare per non cadere negli stessi errori. Forse non potremo chiudere questo strappo, ma possiamo evitare che il nostro vestito si rovini di più.
Si registrano moltissime dissociazioni pubbliche, rinnegazioni della propria razza e delle “arianizzazioni”, ottenute presentando infinite somme di denaro affiancate a documenti falsi. Pochi invece quelli che cercavano di considerarsi “ariani” dimostrando di essere figlio di un adulterio, secondo una legge tedesca. Pochissimi dei perseguitati si suicidarono. I rimanenti si adattarono a vivere e continuarono, malgrado le loro condizioni, ad aiutare i fratelli che dall’avvento di Hitler al potere continuarono ad affluire numerosi nei vari Paesi contrari alla Soluzione Finale.
Credo che nonostante nella storia ci siano stati innumerevoli genocidi e stermini, quello attuato da Hitler nel Novecento sia il più crudele; infatti, oltre al numero esorbitante di morti, bisogna considerare che questo sterminio è stato attuato con una fredda precisione e un'incredibile scientificità.
Oggi è molto difficile provare a immaginare e capire quello che è successo nei campi di concentramento, poiché si tratta di una realtà discretamente lontana dalla nostra e soprattutto di azioni crude e gelide. Trovo molto difficile capire come degli uomini possano riuscire a veder soffrire e morire altri uomini senza pensare al vero significato delle loro azioni. È davvero impressionante la freddezza con cui i nazisti uccisero milioni di persone, oltre il fatto che moltissimi tedeschi, vedendo gli ebrei entrare nei campi, la cenere dei corpi cremati portata dal vento, non hanno osato alzare un dito per ribellarsi a queste violenze.
Per questo è necessario ricordare tutte le vittime, perché una simile strage non avvenga mai più. Penso che solo ricordando la società non dimenticherà ciò che è successo, sperando che in futuro non venga più permessa, ad un altro Hitler, la salita al potere di una potenza mondiale. Conoscere le disgrazie passate è il miglior modo per evitarne altre future. A questo fine sono molto utili letture come Se questo è un uomo di Primo Levi e Sonderkommando Auschwitz, di Schlomo Venezia. Sono stati realizzati anche numerosi film su questo tema, come “La vita è bella” di Roberto Benigni.
Tutto questo è ricordato in un solo giorno, il 27 gennaio, il giorno della Memoria.
Trovo orribile il modo in cui sono stati trattati e uccisi questi uomini; ancora oggi in alcuni Paesi esistono molte discriminazioni che non sono ritenute importanti ma che, se non bloccate in tempo, potranno portare a conseguenze irreparabili.

Registrati via email