Nel luglio del 1966, in seguito ai disordini creati dalle popolazioni settentrionali ci fu un colpo di stato che portò all'assassinio del governo precedente Aguiyi Ironsi. Al suo posto salì al potere un altro militare, il tenente colonnello Yakubu Gowon, che si affrettò a ripristinare le istituzioni federali.

Il dissenso politico però non cessò e gli scontri tra gli Hausa e gli Ibo aumentarono sempre di più. Alla base di questi conflitti, solo apparentemente interetnici vi erano in realtà motivi di origine socio-economica: se infatti gli Hausa erano di cultura islamica e guidati da un'élite reazionaria che fondava il proprio potere su un'economia di tipo feudale, gli Ibo al contrario erano composti prevalentemente da ceti borghesi più dinamici e moderni, legati a un tipo di economia commerciale e industriale e pertanto più orientati a un'apertura verso l'Occidente. I contrasti tra le due etnie erano insanabili e i conflitti si estesero in molte città del nord causando numerose vittime: le persecuzioni contro gli immigrati ibo degenerarono in pogrom (*) terribili, con un bilancio di circa 20-30 mila morti. il tenente colonnello Odemugwu Ojukwu, governatore della regione orientale, vedendo che questi eccidi continuavano senza che fosse preso alcun provvedimento, accusò i rappresentanti del governo federale di disinteresse nei confronti dei massacri di Ibo.

(*) Pogrom - il termine deriva dal russo e letteralmente significa 'distruzione'. Il termine indicava sommosse popolari antisemite che solitamente sfociavano in saccheggi e massacri. Per estensione questa parola indica qualsiasi persecuzione spontanea da parte della popolazione ai danni di minoranze etniche o religiose, persecuzione perlopiù scarsamente osteggiata dalla autorità statale.

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