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-La Marcia su Roma-


Dopo il successo politico-militare ottenuto con le Squadre, 38 fascisti, compreso Mussolini, vengono eletti nelle liste dei Blocchi Nazionali e possono sedere alla Camera come deputati.

Nel 1921 il partito cambia dominazione, chiamandosi ‘Partito Nazionale Fascista’, e la sua composizione è principalmente di stampo medio-borghese o borghese.

Intanto la situazione interna del Partito Socialista Italiano mostra qualche problema, essendosi suddiviso tra PSI e PSU (Socialista Unitario); la destra liberale quindi si trova senza opposizione, e potrebbe tranquillamente procedere alla rivoluzione bolscevica in suolo italiano.

Mussolini, per evitare ciò, decide di agire: prende forma la ‘Marcia su Roma’; l’idea è quella di far marciare le Squadre d’Azione su Roma e anche di occupare gli uffici postali, quelli telegrafici e le prefetture di alcune città.
Questa azione avrebbe dovuto portare alle dimissioni del governo in carica: si tratta dunque di un Colpo di Stato, tentato anche per far convincere il Re a concedere a Mussolini la possibilità di formare il nuovo governo.

Il Re non interviene per evitare nuovi spargimenti di sangue, ma anche perché Mussolini stava sistemando l’ordine sociale in Italia, il che era una buona cosa per il re.
Mussolini allora il 30 Ottobre 1922 si presenta dal Re, chiedendo ed ottenendo l’incarico di formare il nuovo governo.
Il Governo Mussolini è un governo di coalizione, composto da: fascisti, nazionalisti, popolari, democratico-sociali, ex radicali.
Anche la Camera, a seguito di un forte discorso di Mussolini, gli vota la fiducia ed, inoltre, sia il Senato che la Camera concedono al Governo di riordinare il sistema tributario e della pubblica amministrazione.

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