Il liberalismo

Liberalismo: con questo termine non si intende un partito nel senso moderno; nell’800 era una corrente basata sull’idea della libertà. Gli ispiratori sono Locke e Montesquieu. Gli ideali liberali furono realizzati nella Rivoluzione Inglese del 600 e in quelle Francese e Americana del 700.
Le idee liberali erano quelle di tolleranza (religiosa in primis perché se si volevano evitare le lotte civili bisognava attuare la libertà di confessione non imponendo una religione di stato), libertà d’opinione ( e quindi di stampa per potere esprimere le opinioni), riconoscimento dei diritti civili anche sul piano economico e quindi→libero commercio libera industria e proprietà privata e infine un governo rappresentativo: il governo eletto dal popolo ma non da tutti, per cui non c’è il suffragio universale anche perché era associato al giacobinismo (=ghigliottina) e quindi lo temevano.

Questa corrente di pensiero è espressione di una borghesia moderata cioè benestante (infatti non volevano il suffragio universale) e il modello era l’Inghilterra e quindi un’elezione censitaria.

Il liberalismo è quindi una teoria dei limiti del potere: da un potere assoluto se ne voleva uno più ridotto.
Si parla quindi di costituzionalismo perché una costituzione per essere tale deve garantire i diritti dei cittadini e, per garantirli, la divisione dei poteri.

Il liberalismo è la teoria opposta all’assolutismo ma non vuole estendere a tutti il potere

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