Ominide 50 punti

Le fasi della lotta partigiana

Al movimento di Resistenza parteciparono in modo attivo circa 250.000 persone. I Caduti antifascisti furono 70.000. Si aggiunga che dopo l’8 Settembre i tedeschi considerando il territorio italiano alla stregua di uno dei tanti territori europei occupati, ripeterono anche qui le loro barbare imprese uccidendo persone inermi, deportando, facendo razzia di beni, commettendo rappresaglie atroci: le stragi delle Fosse Ardeatine a Roma (350 vittime), nel Marzo 1944; di S. Anna di Stazzema in Lucchesia (560 vittime), nell’agosto 1944; di Marzabotto nell’Appennino bolognese (oltre 1.800 vittime) tra il settembre e l’ottobre 1944.

1.Luglio – Settembre 1943 → Centro e Nord Italia = si attivano le brigate d’azione soprattutto nei territori rurali e ingaggiano scontri con i repubblichini di Salò oltreché con i tedeschi.

2.Gennaio – Giugno 1944 = I partigiani controllavano varie zone tra cui le vallate Alpine dell’Appennino. Nasce a Nizza la Repubblica partigiana dell’Alto Monferrato.

3.Agosto 1944 – 45 = Firenze viene liberata senza l’intervento degli anglo-americani. Nel frattempo il corpo resistenziale fu ufficialmente militarizzato nel CVL (Corpo volontari della libertà). In alcune zone le formazioni partigiane assunsero perfino funzioni di governo come nella Repubblica della Carnia (26 settembre - 10 ottobre), Repubblica di Alba (10 ottobre - 2 novembre) o nella Repubblica di Montefiorino (17 giugno - 1º agosto).

4.Novembre 1945 = la situazione sembrò assestarsi su una posizione di stasi.

5.Marzo - Aprile 1945 = c’è una recrudescenza degli attacchi partigiani. In aiuto dei movimenti della resistenza furono paracadutate armi per preparare la liberazione delle grandi città.

Registrati via email