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La seconda guerra d'indipendenza

Cavour fece di tutto per irritare l’Austria. Quindi, accolse apertamente i volontari provenienti dal Lombardo –Veneto e li esercitò al confine, rafforzando inoltre, vistosamente la rete di comunicazione dello stato Sabaudo in direzione della Lombardia, cosi da favorire gli spostamenti dell’esercito. L’Austria allora, intimò il disarmò , ma Vittorio Emanuele II rifiutò immediatamente e dichiaro guerra al regno di Sardegna. A quel punto, la Francia intervenne contro l’Austria, come previsto dagli accordi. Le operazioni militari durarono meno di tre mesi e rivestirono un ruolo fondamentale i volontari detti “cacciatori delle Alpi” comandati da Giuseppe Garibaldi. Nel frattempo nel Granducato di Toscana e nei ducati di Parma, Piacenza e Modena la popolazione insorse e chiese l’annessione al Regno di Sardegna. Tuttavia, Napoleone ben presto, si accorse che gli stati italiani una volta liberatisi dal dominio austriaco, non si sarebbero mai sottoposti alla volontà francese. Infatti, nonostante la guerra volgeva a vantaggio degli italiani si ritirò e aprì trattative segrete con L’impero austriaco che concordò con lui nell’Armistizio di Villafranca in base a cui la Lombardia entrava a far parte del Regno di Sardegna, mentre nell’Italia centrale sarebbero stati rimessi sul trono i sovrani spodestati. Dopo alcune vicissitudini con il Vittorio Emanuele II e Napoleone, che non aveva mantenuto fede ai trattati, nel 1860 Cavour si accordò per l’annessione al Regno di Sardegna della Toscana e dell’Emilia Romagna; in cambio, sarebbero sati ceduti alla Francia i territori di Nizza e Savoia.

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