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La Santa Alleanza

Pochi mesi dopo il Congresso di Vienna, il 26 settembre 1815, nacque la Santa Alleanza: un Patto ispirato a ideali di giustizia, di pace e soprattutto riferito a principi cristiani, quali cemento comune della civiltà europea “ il mondo cristiano non ha altro sovrano che Colui al quale soltanto appartiene il potere": Dio.” Un Effetto evidente, quindi, del clima romantico dove la politica era concepita in termini di mistica religiosa.
Vi aderirono (lo Zar delle Russie) Alessandro I, suo promotore, Francesco I ( imperatore d'Austria), Federico Guglielmo III ( re di Prussia) e fu sottoscritta da molti paese europei ad eccezione della Gran Bretagna di Giorgio IV, del papa e del sultano della Turchia. Il patto ebbe come unico fine quello di mantenere lo status quo in Europa, garantendo la restaurazione dell’"Ancien Régime" (politica assolutistica) con il soffocamento in Europa dei moti rivoluzionari liberali – nazionalistici, nei quali si manifestava il rinnovato desiderio di libertà dei popoli. Nonostante ciò, osservata in un’altra ottica, tale alleanza rappresenta, tuttavia, un momento vitale nell’evoluzione della storia dell’organizzazione internazionale e in particolare dei meccanismi di collettiva sicurezza, cui gli Stati daranno poi vita per il mantenimento della pace. Per difendere e mantenere l’ordine contro le varie forme di terrorismo (disordini sociali e militari), gli stati europei adottarono la POLITICA DI INTERVENTO: in questo modo gli stati aderenti si impegnavano a garantirsi il reciproco aiuto nel caso fosse stato contrastato il loro potere. Si attuava così la SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE, che trovava conferma periodicamente nei successivi congressi, come quello di Aquisgrana nel 1818 o di Verona nel 1822.

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