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La politica interna ed estera del nazismo

Politica economica
Hitler riuscì a favorire il rilancio economico della Germania. Anche per questo motivo riscuoteva tra la popolazione un notevole consenso. A partire dal 1933, il governo diede inizio ad un massiccio programma di opere pubbliche, mentre l’industria lavorava a pieno ritmo per corrispondere alle esigenze del regime. La disoccupazione diminuì velocemente. Il benessere iniziò a diffondersi, insieme ad esso, la soddisfazione di tutti coloro che avendo appoggiato Hitler fin dall’inizio della sua carriera politica, vedevano mantenute molte tra le promesse fatte. Uno dei settori industriali maggiormente potenziati fu quello dell’industria bellica.

Politica estera
Secondo i trattati di Versailles, la Germania non avrebbe potuto riarmarsi e il suo esercito non avrebbe dovuto superare le 100 000 unità. Hitler mostrò di non prendere in nessuna considerazione queste clausole; anzi, appena giunto al potere, l Reich si ritirò dalla Società delle Nazioni. Il Fuhrer aveva deciso di agire in maniera del tutto indipendente rispetto la comunità internazionale. I governi europei, tuttavia, non presero sul serio il programma hitleriano e per un certo periodo continuarono a ignorare le dichiarazioni del Fuhrer. Finché la vasta operazione di riarmò inizio a suscitare allarme. Dal punto di vista diplomatico, fondamentali risultarono l’Asse Roma Berlino del 1936 e la successione stipula l’anno seguente dell’Asse Roma-Berlino-Tokyo.

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