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La politica estera del Piemonte nell'800

Cavour si assunse l’impegno di rafforzare il prestigio internazionale del Piemonte e per raggiungere questo scopo si inserì nella crisi internazionale provocata dall’acuirsi della “questione d’Oriente”, sorta per l’indebolimento dell’impero ottomano. Nel 1853, lo zar Nicola I aveva invaso i territori balcanici sottoposti alla sovranità turca, con l’obbiettivo di aprirsi uno sbocco sul mediterraneo. La mossa dello Zar provocò la reazione immediata di Napoleone III, il quale non intendeva lasciare alla Russia il predominio sulla penisola balcanica. Anzi, l’imperatore francese si alleò con la Gran Bretagna per difendere l’integrità dello stato turco: in realtà, si preoccupava di mantenere un equilibrio politico favorevole alla Francia. Cavour, quindi partecipò alla guerra, inviando un corpo di spedizione in Crimea, zona delle operazioni belliche, che riuscì a conquistare la fortezza di Sebastopoli , assediata da quasi un anno. La guerra nel giro di 3 mesi fu vinta dalla coalizione francese-inglese e nel 1856 venne convocato un Congresso nella città di Parigi, al quale parteciparono i protagonisti della guerra contro l’impero russo tra cui anche Cavour. Il primo ministro che partecipò alle riunioni, svolse un’abile e intensa propaganda antiaustriaca e insistette con napoleone III e con il ministro degli esteri inglese affiche venisse affrontato ufficialmente il problema italiano. La questione fu ampiamente discussa e nonostante non ci furono conseguenze immediate, ebbe il merito di aver guadagnato alla causa dell’Italia l’attenzione di due grandi potenze europee. In particolare, Cavour nel 1858 riuscì più volte a incontrare Napoleone III a Plombieres, una stazione termale nei Vogsi, per accordarsi segretamente su una nuova sistemazione politica dell’Italia(Intanto Clotilde, figlia di Vittorio Emanuele II si era sposata con il figlio di NapoleoneIII). Venne deciso che la Francia sarebbe intervenuta in aiuto al re di Sardegna, a condizione che questo fosse stato aggredito dall’Austria. In caso di sconfitta degli austriaci, Vittorio Emanuele II avrebbe ottenuto i territori del Lombardo Veneto, mentre L’Italia si sarebbe trasformata in una confederazione di stati indipendenti presieduta dal papa. In cambio del loro aiuto, i francesi avrebbero ottenuto la cessione di Nizza e della Savoia. Grazie a queste manovre, Napoleone III sperava di ottenere il controllo della penisola italiana, confidando anche negli ottimi rapporti che intratteneva con il pontefice fin dal 1848. Dal canto suo, Cavour iniziò a tessere la sua tela con l’intento di provocare l’Austria a spingerla ad aggredire il Regno di Sardegna.

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