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La crisi della prima Repubblica
Alla fine degli anni Settanta, anche in Italia incominciarono a essere forti gli effetti della terza rivoluzione industriale. Le grandi fabbriche affidarono sempre più spesso la produzione ai robot lasciando ai lavoratori il compito di assistere le macchine. Queste trasformazioni imponevano di diminuire il numero degli operai e pertanto gli anni ottanta si aprirono con una grande sconfitta del sindacato e del PCI in quanto non riuscirono a risolvere i problemi dei lavoratori, i quali il 14 ottobre del 1980 30-40000, chiedevano al sindacato la sospensione dello sciopero(che durava da 34 giorni) e di tornare a lavorare. In effetti il sindacato aveva respinto la proposta da parte della FIAT di Torino di lasciare in cassa integrazione per tre mesi gli operai ma essi avrebbero comunque ricevuto una parte del loro salario.
Dal punto di vista politico gli anni Ottanta furono caratterizzati dai Governi del pentapartito. I governi infatti furono formati da cinque partiti, la Democrazia Cristiana, il Partito Liberale, il Partito Repubblicano, il Partito Socialdemocratico e il Partito Socialista. Nel 1981 la crisi della DC determinò una novità, il repubblicano Giovanni Spadolini formò il primo governo a guida non democristiana della Repubblica. Il pentapartito fu dominato dai socialisti di Bettino Craxi che fu capo del governo dal 1983 al 1987. il PSI durante gli anni Ottanta, raggiunse l’apice delle sue fortune politiche quasi tutte le principali cariche dello Stato e degli enti pubblici erano nelle mani dei socialisti. Nel 1978 il socialista Sandro Pertini era divenuto presidente della Repubblica.
La costituzione della Repubblica italiana assegna un ruolo molto importante ai partiti essi sono uno strumento al servizio dei cittadini, ma spesso non sono stati capaci di svolgere correttamente la loro funzione dando origine al clientelismo, cioè per conquistare voti spesso gli esponenti di partito fanno favori ai cittadini che glieli chiedono raccomandazioni per ottener un lavoro, una licenza ecc..
I partiti sono delle macchine complesse, con veri e propri dipendenti, diventano delle aziende che devono disporre di molto denaro per pagare i dipendenti e per organizzare le varie iniziative. Negli anni della guerra fredda l’URSS e gli USA finanziavano i partiti che erano loro vicini; negli anni più recenti invece i partiti hanno fatto ricorso alle tangenti, in pratica si sono fatti versare del denaro dalle aziende pubbliche che controllavano o dai privati che dovevano fare affari con l’amministrazione pubblica. Per aumentare il loro potere i partiti hanno cercato di dominare ogni settore dello Stato e hanno imposto il loro controllo sui rappresentanti eletti dai cittadini e questo strapotere di controllare su tutto si chiama partitocrazia, significa che il potere è usato dai partiti per un proprio tornaconto e non a servizio delle istituzioni e del Paese. I difetti dei partiti italiani sono stati esasperati dal fatto che la nostra democrazia era bloccata, gli italiani infatti sono stati privati dell’arma fondamentale del cittadino cioè quella di smettere di votare i politici di cui non è soddisfatto.
Il sistema politico italiano all’inizio degli anni novanta fu travolto dalla fine del comunismo con il crollo del Muro di Berlino avvenuto il 9/11/1989 e lo scioglimento dell’URSS con la nascita del CSI del dicembre 1991. si ebbe lo scioglimento del PCI e la nascita del PDS, e i comunisti che contestavano lo scioglimento del PCI si raccolsero in una nuova formazione detta Rifondazione Comunista. Il sistema dei partiti fu definitivamente messo in crisi dalle inchieste della magistratura sulla corruzione politica quali l’inchiesta di Mani Pulite. Al posto dei partiti travolti dalla crisi sono nati altri partiti come Forza Italia,una formazione di ispirazione liberale guidata da Silvio Berlusconi imprenditore che si è affermato nelle elezione del 1994. Anche l’estrema destra si è sciolta e al posto del MSI è nata Alleanza Nazionale, poi sono sorte formazioni locali e ricordiamo la Lega Nord il cui esponente è Umberto Bossi.
Dalla riforma della legge elettorale avvenuta nell’aprile del 1993 ha preso l’avvio una fase di riorganizzazione dello Stato tuttora in corso e con un referendum si modificò il sistema elettorale da proporzionale a maggioritario, cioè in tutti i collegi elettorali risulta eletto il candidato che ha ottenuto più voti.
La nuova legge elettorale ha favorito il bipolarismo cioè la formazione di due schieramenti alternativi in competizione per il governo del Paese. Questa nuova legge è stata applicata per la prima volta nelle elezioni del 1994 in cui si sono affrontati il Polo delle libertà formato da Forza Italia, A:N:, Lega, CCD e poi i progressisti formati da PDS, Rifondazione Comunista e altri partiti,La vittoria è andata al Polo con la costituzione del nuovo governo da parte di Silvio Berlusconi.
Nel 1996 invece la vittoria è andata all’Ulivo uno schieramento di centro-sinistra.il leader dell’Ulivo Romano Prodi ha formato il nuovo Governo (giugno 1996)ma il 9 ottobre 1998 cadde.
Le elezioni del 13 Maggio 2001 sono state vinte dalla coalizione di centro-destra, la Casa della libertà guidata da Berlusconi sconfiggendo la coalizione di centro-sinistra l’Ulivo guidato da Francesco Rutelli.

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