lessy di lessy
Sapiens 2490 punti

L'Italia dal 1870 al 1900

Appena dopo aver raggiunto il pareggio del bilancio dello Stato, la Destra storica è costretta a lasciare il governo. Ad essa subentra la sinistra parlamentare, una formazione guidata da Agostino Depretis sempre composta da liberali ma più aperta e progressista rispetto alla Destra. Il nuovo governo, pur lasciando inalterate le strutture dello Stato Italiano, promuove alcune riforme importanti: l'istruzione elementare obbligatoria e gratuita, l'abolizione della tassa sul macinato, l'allargamento del diritto al voto.
I governi di Depretis sono politicamente caratterizzati dalla pratica del trasformismo, ossia sono caratterizzari dal compromesso tra le forze di sinistra e quelle di destra, utile per votare alcune leggi che altrimenti non sarebbero state approvate.

La politica estera: In politica estera i governi della Sinistra attraversano parecchie difficoltà dovute soprattutto ai cattivi rapporti con la vicina Francia. Per questo motivo l'Italia stringe un'alleanza duratura con la Germania ed in seguito con l'Austria. Questa coalizione, ideata da Bismark per limitare la potenza francese in Europa, sfocia nella Triplice Alleanza, che assicura al nostro Paese un lungo periodo di pace.


Francesco Crispi:
Ad Agostino Depretis come capo del governo succede Francesco Crispi, ex garibaldino ed ex repubblicano. Anch'egli, come il suo predecessore, avvia importanti riforme:
* la carica di sindaco nei comuni diventa elettiva
* viene introdotto il nuovo codice penale con il quale si abolisce la pena di morte.
Nonostante questo, Crispi, assume tuttavia un deciso atteggiamento repressivo nei confronti delle rivendicazioni operaie e contadine. Quando in alcune regioni d'Italia scoppiano agitazioni popolari o scioperi, egli non tarda a proclamare la legge marziale, ad ordinare arresti di massa e a limitare la libertà di stampa e di associazione.

Colonizzazione Africa: Durante il governo della Sinistra inizia anche l'avventura coloniale in Africa, portata avanti con grande impegno da Crispi. L'italia conquista dapprima l'Eritrea e la Somalia, ma poi, quando tenta di impadronirsi dell'Etiopia viene drammaticamente sconfitta. Questo avvenimento costringe Crispi a ritirarsi dalla vita politica.

Espansione Industriale e Questione Sociale nella seconda metà dell'800

La seconda metà dell'800 in Europa è l'età della Seconda Rivoluzione Industriale. In questo periodo infatti l'industria vive un progresso senza precedenti originato da scoperte importanti che cambiano completamente la vita quotidiana delle popolazioni. Rispetto alla prima rivoluzione industriale, basata sulle fabbriche tessili e sulla macchina a vapore, questa nuova fase è segnata dalla nascita dell'industria chimica, dall'espansione della produzione dell'acciaio, dall'utilizzo del petrolio e dell'elettricità come fonti energetiche. Le ricerche di laboratorio diventano sistematiche e conducono ad invenzioni, a cominciare dalla lampadina elettrica. Sorgono inoltre istituti universitari, i Politecnici, destinati allo studio esclusivo della tecnica e alla preparazione di maestranze altamente qualificate. La sperimentazione rivoluziona anche i trasporti, permettendo così comunicazioni più rapide tra i Paesi Europei, ma anche tra i diversi continenti.

Inghilterra e Industrializzazione: Fino a qualche anno prima l'Inghliterra era, in campo industriale, la nazione più potente, ma ora viene superata da Germania e da Stati Uniti, dotati entrambi di tecnologie all'avanguardia e di ingegneri assai preparati.
l'industria così avanzata tecnologicamente e la moderna agricoltura, assai più produttiva che in passato, sembrano finalmente garantire la scomparsa delle crisi economiche e delle carestie. Ed invece, intorno alla fine del secolo, si verifica una crisi sino ad allora sconosciuta, dovuta all'abbondanza: le merci industriali prodotte, infatti, sono troppe e non trovano acquirenti, le derrate alimentari provenienti dall'America costano assai meno che quelle prodotte in Europa e causano forti difficoltà agli agricoltori. Si assiste così al fallimento di molte aziende per la disoccupazione. Per proteggere allora la propria economia dalla concorrenza straniera ogni stato adotta il Protezionismo, ossia impone tariffe doganali che fanno lievitare i prezzi delle merci di importazione. Finisce in questo modo il liberismo, la libera circolazione delle merci teorizzata dagli inglesi, che tanto aveva contribuito allo sviluppo economico dei paesi industrializzati.

la Seconda Rivoluzione Industriale: contribuisce anche alla crescita delle organizzazioni operaie. Le condizioni del proletariato, infatti, nonostante l'arricchimento dei capitalisti, non migliorano granchè: i salari sono bassi, le ore di lavoro sono tante, lo sfruttamente delle donne e dei bambini è uguale a quello di un secolo prima. Per questo motivo gli operai, divenuti numerosissimi in tutta Europa, cominciano a darsi un'organizzazione politica.
Si forma così la Prima Internazionale dei lavoratori, il cui scopo è quello di coordinare le rivendicazioni del proletariato. L'Internazionale non dura molto a causa della spaccatura tra i seguaci di Marx,favorevoli alla lotta politica dentro le regole dello stato liberale, e quelli di Bakunin orientati, invece, a distruggere lo Stato per creare una nuova società. Nonostante questo, in ogni parte d'Europa sorgono rapidamente partiti politici di ispirazione socialista che ben presto creano la Seconda Internazionale. Questa opera con maggiore determinazione rispetto alla prima ed ottiene risultati concreti, ma con la Prima Guerra Mondiale è costretta a sciogliersi.

Registrati via email