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Antisemitismo

Il termine antisemitismo deriva dalle manifestazioni ostili agli Ebrei, in campo religioso, politico e sociale e dal fatto che gli ebrei appartengono al gruppo linguistico-culturale dei popoli semiti. I primi cristiani iniziarono ad accusare il popolo ebraico di non voler riconoscere in Gesù il Messia e, anzi, di aver ucciso il Figlio di Dio, facendolo condannare alla croce. L’antisemitismo assunse particolare rilevanza dopo che il popolo ebraico venne espulso dalla Palestina e disperso dagli imperatori Tito e Adriano (70 e 135 d.C). Questo fenomeno va sotto il nome di diaspora. Le comunità ebraiche che si costituirono nell’Europa cristiana furono oggetto di un violento odio religioso. Nel Medioevo la situazione peggiorò con le crociate, quando migliaia di Ebrei furono massacrati in Europa dai soldati cristiani in viaggio per la Terrasanta. Gli Ebrei erano privi del diritto di cittadinanza, non potevano possedere terre né praticare gran parte delle professioni. Si diffuse perciò tra gli Ebrei europei l’attività di prestare denaro a interesse ponendo le basi per il pregiudizio che essi fossero degli usurai “per natura”. Nel 1492 furono scacciati dalla Spagna e dai paesi sottoposti al dominio spagnolo. Dal XVI sec. Furono obbligati a risiedere in appositi quartieri: i ghetti. Solo la Rivoluzione francese alla fine del 1700 riconobbe agli Ebrei gli stessi diritti degli altri cittadini, tuttavia l’assimilazione non placò l pregiudizio religioso, anzi si svilupparono addirittura delle teorie pseudoscientifiche sulla inferiorità razziale dei semiti (razzismo). Nell’800 e agli inizi del ‘900 la politica di nazionalismo, che vedeva nelle minoranze una minaccia all’unità nazionale e alla “purezza etnica”, colpì soprattutto la minoranza ebraica diffusa in Europa. Chi spinse l’odio verso gli Ebrei alle forme più violente fu Hitler che li proclamò nemici della Germania, privando gli Ebrei tedeschi della cittadinanza e colpendoli con ogni sorta di discriminazione. Questa politica antisemita fu seguita da Mussolini, che nel 1938 varò leggi simili a quelle naziste. Durante la seconda guerra mondiale i nazisti attuarono quella che chiamarono “soluzione finale”, che prevedeva l’uccisione di tutti gli Ebrei presenti in Europa. Sei milioni di essi (un milione e mezzo di bambini) furono massacrati nei campi di concentramento. Questo sterminio senza precedenti, passato alla storia con il nome di olocausto, ha però provocato una forte reazione nelle coscienze del mondo civile che si sono espresse in maniera decisiva contro l’antisemitismo. Il concilio Vaticano II del 1965 ha dichiarato infondata l’accusa di aver fatto crocifiggere Gesù, e le Chiese Cristiane hanno chiesto perdono per non aver saputo cancellare il pregiudizio sugli Ebrei su cui si è alimentato in tanti secoli l’antisemitismo.

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