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Owen, Jess - L'uomo che umiliò Hitler

I giochi olimpici di Berlino, che si tennero dal 1 al 16 agosto 1936, offrirono ai nazisti una grandiosa vetrina per impressionare il mondo con i successi del Terzo Reich.
L’oragnizzazione per preparare l’evento fu enorme, così come la spesa per costruire le strutture sportive: mai prima di allora i giochi erano stati così solenni e mai avevano coinvolto tanto pubblico. Per Hitler, doveva essere il trionfo della razza ariana. Ma non andò così. Un atleta di colore, Jesse Owen, vinse quattro medaglie d’oro: nei cento metri, nei duecento metri, nel salto in lungo e nella staffetta, sconfiggendo in finale grandi campioni tedeschi. Per Hitler, una grande umiliazione.
L’organizzazione dei giochi del 1936 fu spettacolare. Furono allestiti ricevimenti di migliaia di persone. Gli stranieri restarono impressionati da questa Germania, sana, felice ed unita sotto Hitler.

Gli atleti tedeschi furono sottoposti a una meticolosa preparazione, in ritiro per mesi nella Foresta Nera, ben nutriti e allenati per dominare la scena. Il madagliere tedesco giunse a contare 33 ori, 26 argenti e 29 bronzi.

Jesse Owen, il fenomeno dei giochi olimpici di Berlino. Le sue quattro medaglie d’oro erano la dimostrazione più evidente di quanto fosse assurda la teoria della superiorità della razza ariana. Inoltre in quell’estate, quindi la persecuzione degli Ebrei fu sospesa.

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