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L’Italia nella seconda parte dell'Ottocento

Nel secondo 800 in Italia c’è una netta divisione tra la classe politica e la popolazione. I due gruppi politici presenti sono la Destra conservatrice, composta da monarchici, cavouriani e liberali e la Sinistra, più aperta al cambiamento e formata da repubblicani, democratici, mazziniani e garibaldini.
La Destra mantiene il potere dal 1861 al 1876 e, in questi anni, riesce a pareggiare il bilancio attraverso una riduzione delle spese e l'imposizione fiscale; inoltre riesce a completare l’unificazione, a separare Stato e Chiesa, ovvero demarcare i rapporti con la Chiesa cattolica attraverso leggi anticlericali (soppressione degli ordini religiosi e riconoscimento del matrimonio civile).
Economicamente, invece, la Destra causa in seno al Paese la stagnazione economica. Nel 1876 va al potere la Sinistra che riforma il sistema elettorale, il sistema fiscale, cerca di combattere l’analfabetismo, introdoce in Italia la prima legislazione sociale. Inoltre Agostino Depretis (1813-1887), primo Presidente del Consiglio di sinistra, inserisce il trasformismo politico.

Economicamente, invece, la Sinistra attua, a partire dal 1878, il protezionismo dal quale traggono beneficio solo le industrie del Nord, soffocando l’industrializzazione del Sud. Il protezionismo, oltre a danneggiare il Sud, causa lo scoppio della guerra doganale tra Italia e Francia. Negli anni dell’Ottocento si diffonde anche l’emigrazione (il popolo italiano emigra soprattutto verso gli Stati Uniti).
Per quanto riguarda la politica estera la Sinistra decide il non impiego internazionale, però ciò causa in Italia una situazione di isolamento. Per uscire da tutto ciò, Depretis si avvicina alla Germania di Bismark, quindi a sua volta anche all’Austria visto che Germania e Austria sono legate da un patto (Duplice Alleanza, 1879).
Nel 1882 si ha quindi la Triplice Alleanza formata da Italia, Germania e Austria. Depretis avvia anche una politica di espansione coloniale, ma tutte le sue avventure coloniali falliscono. Nel 1887 Depretis muore e il suo successore Francesco Crispi riprende la politica espansionistica e grazie al trattato di Uccialli, avvenuto nel 1889, riesce a ottenere il protettorato dell’Italia sull’Etiopia e i limiti della zona che gli italiani avrebbero occupato sulla costa del Mar Rosso. Nell’ultimo decennio del secolo l’Italia viene attraversata da una profonda crisi politica e sociale che termina con l’assassinio a Monza del Re Umberto I, il 29 luglio 1900.

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